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Provincia di Varese: 20mila ragazzi nullafacenti. Il futuro? Nelle imprese che si sanno adattare

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#Rassegnastampa

LAVORARE IN CANTON TICINO: IL 9 SETTEMBRE, ALLE 12, DIRETTA FACEBOOK
Lavorare in Canton Ticino tra Covid, leggi e referendum”. Questo il titolo del prossimo appuntamento con Dialoghi in diretta. Oggi, mercoledì 9 settembre, alle ore 12 in diretta sul canale Facebook di Confartigianato Varese si affronterà uno fra i temi più caldi che rischia di colpire duramente anche le piccole imprese e gli artigiani che lavorano al di là del confine: il referendum per limitare l’accesso dei lavoratori stranieri che si terrà il 27 settembre. Ne parleremo con Matteo Campari, del servizio Estero di Confartigianato Varese e Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale Cgil frontalieri. Si parlerà anche dei problemi quotidiani che devono affrontare le imprese italiane che lavorano in Svizzera e di quelli che potrebbero nascere in futuro con l’ulteriore impennata dei contagi da Covid su territorio svizzero.

PROVINCIA DI VARESE: 20MILA RAGAZZI CHE NON FANNO NIENTE
In inglese si chiamano Neet, in italiano – anche se il termine sembra particolarmente duro –  nullafacenti. Sono i ragazzi con età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non si formano e non cercano un impiego. In provincia di Varese, il fenomeno sta crescendo: dopo un rialzo registrato tra il 2012 e il 2016, la curva aveva iniziato a scendere fino a quel 16,4% registrato nel 2018. Scrive la Prealpina: «Purtroppo, nel 2019 i Neet hanno toccato quota 17,4%: si tratta di 20.570 ragazzi» completamente bloccati. E a farne le spese è il gentil sesso: «Le ragazze inattive, infatti, superano di gran lunga i maschi: le prime rappresentano il 63,7%, mentre i secondi si fermano al 36,3%. Un fenomeno, questo, che stride con una provincia dalla forte vocazione manifatturiera e di apertura verso i mercati mondiali». La domanda circola da anni sui tavoli delle istituzioni: cosa fare? La risposta è sempre quella perché è la più adatta: puntare su una formazione «adeguata, specifica, magari in grado di valorizzare passioni e capacità rimaste fino ad ora nell’inerzia». Ma anche sull’alternanza scuola-lavoro: le imprese sono pronte, come lo sempre state, ad aprire cancelli e portoni.

L’IMPORTANZA DI APPRENDERE E ADATTARSI: COSI’ SI SALVERANNO LE IMPRESE
Il fenomeno dei Neet apre una voragine sociale sulla quale sarà bene intervenire prontamente. Anche perché Marco Magnani, nel suo ultimo libro “L’Onda Perfetta” (Luiss University Press), scrive che «cavalcare l’onda del cambiamento senza esserne travolti è, oggi, più importante che mai». Un pensiero lucido e spesso controcorrente, quello dell’economista intervista più volte da Confartigianato Varese per il magazine “Imprese e Territorio” (se avete tempo e voglia leggete qui: https://www.asarva.org/2020/02/crescita-lavoro-sostenibilita-fatti-non-foste-a-viver-come-robot/). Gli scenari che si aprono sul presente sono tre e li elenca il Sole 24 Ore:

  • Cercare di tornare alla situazione preesistente alla crisi, recuperare punti di Pil persi e posti di lavoro distrutti, seguendo canoni e regole del modello di crescita spiazzato dalla pandemia. Questa strada non prevede spazio per apprendere dal cambiamento e migliorare il sistema.
  • All’estremo opposto vi è la tentazione di smantellare completamente il modello messo in crisi dal virus. Se si rafforzasse la convinzione che la globalizzazione produce più danni che vantaggi, ne seguirebbero politiche protezionistiche e nazionalismo.
  • La via intermedia: cercare di comprendere a fondo le ragioni del cambiamento e farne tesoro, ricostruire nuovi e più stabili equilibri tenendo conto delle fragilità di quelli precedenti. Apprendere e adattarsi, per cogliere – pur in una crisi – alcune opportunità.

Cosa significa per le imprese? «Adattare il modello di business puntando sull’innovazione e ridurre la fragilità delle filiere produttive internazionali accorciandole e avvicinandole ai mercati di sbocco. A livello internazionale implica ripensare e aggiustare – anziché rottamare – alcune istituzioni. Sarà importante anche ripensare la libertà e il diritto alla privacy». Insomma, il successo presente e futuro delle aziende passerà da flessibilità e versatilità, capacità di apprendere e adattarsi.

CASHBACK, ESCLUSE LE SPESE ONLINE
«Cashback esteso a tutte le spese, escluse quelle online». Lo scrive il Sole 24 Ore, che aggiunge: «Il Governo cambia in corsa le regole del cashback e punta ad estendere a tutte le spese effettuate con moneta elettronica, o altre forme di pagamento tracciato, il meccanismo premiale che entrerà in vigore il prossimo 1° dicembre. Inizialmente, si era parlato di applicare meccanismi di cashback sulle spese per barbieri, parrucchieri o per la cura della persona, ricambi auto, ristoratori e albergatori. Tutti settori, però, dove ora la perdita di fatturato da Covid-19 e da lockdown è andata in molti casi ben oltre i due terzi. Da qui l’estensione a tutte le spese e le prestazioni di servizio». Se saranno confermate le anticipazioni arrivate dagli operatori di settore, l’obiettivo del Governo sarà quello di far decollare il cashback con un premio del 10% ai clienti, per più spese fino a 3mila euro.

 

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