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Credito di sopravvivenza: richiesta di liquidità al 90%. Una Pmi su 10 a rischio default

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#Rassegnastampa

IL COVID IN LOMBARDIA: COSA SUCCEDE ALLE IMPRESE?
Oggi, venerdì 23 ottobre, alle ore 12, si terrà un webinar organizzato da Confartigianato Imprese Varese dal titolo “Il Covid in Lombardia: cosa succede alle imprese?”. Il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli, incontrerà il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, per cercare di fare chiarezza sul futuro del tessuto imprenditoriale lombardo: risorse a disposizione e progetti per la resistenza (e la ripartenza) delle Pmi.

CREDITO DI SOPRAVVIVENZA
Scrive “La Prealpina” che oggi, «in piena pandemia, le tensioni tra mondo produttivo e mondo bancario – anche in provincia di Varese – sembra si siano sciolte». I dati della Camera di Commercio: nei primi sei mesi dell’anno, gli impieghi si attestano a 19 miliardi e 704 milioni di euro con una crescita dell’1,2% nel secondo trimestre dell’anno. Ridotte al minimo le aziende varesine che hanno fatto investimenti in questo 2020. I dati di Confartigianato Varese: dal mese di gennaio al mese di ottobre 2020, sul nostro territorio gli investimenti sono crollati del 48% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il calo ha interessato anche gli affidamenti: -23%. La richiesta di liquidità, invece, nello stesso periodo di tempo è cresciuta del 90%.

IL PRESIDENTE GALLI: MERCATO DEL CREDITO “VIZIATO” DAI DECRETI
«Il mercato del credito è stato “viziato” dal Decreto Cura Italia: i 25mila euro, poi saliti a 30mila, sono stati dati un po’ a tutte le aziende», dice Davide Galli, Presidente di Confartigianato Imprese Varese. Che aggiunge: «Le banche hanno agevolato la concessione della liquidità perché agevolate a loro volta dalla garanzia dello Stato al 100%. Gli affidamenti sono stati prorogati al 31 gennaio 2021: le imprese hanno in tasca le stesse somme che avevano prima del Decreto. Ma per sostenere le Pmi serve liquidità. Poi, bisogna sostenere i Confidi, liberare risorse pubbliche (come quelle di Finlombarda) e rendere il rapporto tra imprese e banche meno burocratizzato».

SONDAGGIO MCKINSEY: 1 PMI SU 10 A RISCHIO DEFAULT ENTRO L’ANNO
Secondo un sondaggio di McKinsey fra 2.200 Pmi di Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, «un’impresa su 10 prevede di dichiarare fallimento entro un anno. In Italia e Francia monta la preoccupazione soprattutto fra le aziende con un numero di dipendenti fra 50 e 249: in un quarto dei casi si prevede di portare i libri in tribunale entro 6 mesi». Lo si legge su Milano Finanza: «In Italia, il 50% del campione lamenta un calo del giro d’affari e il 30% segnala un tracollo». Di fronte alla seconda ondata pandemica «il 55% del campione teme di essere costretto a chiudere entro settembre 2021; il 77% teme di non rimanere in attività per un altro anno. Già oggi, il 20% delle Pmi italiane teme di essere costretta a dover tagliare il personale, il 24% di dover rimandare gli investimenti e l’8% di non riuscire a pagare i prestiti».

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