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Home Tra zone rosse e coprifuoco il superbonus al 110% resta al palo. E le imprese pagano con ritardo

Tra zone rosse e coprifuoco il superbonus al 110% resta al palo. E le imprese pagano con ritardo

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#Rassegnastampa

IL SUPERBONUS AL 110% RESTA AL PALO: VALIDO SOLO PER IL 2021
Lo si legge sul Messaggero: «Il superbonus al 110% per le ristrutturazioni energetiche e sismiche degli edifici resta al palo. Per ora. Così ha deciso il Governo: la misura rimarrà in vigore solo per il 2021 e non ci sarà alcun allungamento per i prossimi tre anni. Sarà così fino a quando non potrà contare sulle risorse europee del Recovery Fund». Proroga fino al 31 dicembre 2021  per tutte le altre detrazioni: 50% su interventi di recupero edilizio; 50% su infissi, biomassa e schermature solari; 65% sulle rimanenti tipologie; 50% sull’arredo di immobili ristrutturati; 90% del Bonus facciate; 36% sulle opere di sistemazione a verde.

LA CASA GREEN E IL SUPERBONUS AL 110%: NE PARLIAMO IL 27 OTTOBRE
Di superbonus al 110% Confartigianato Varese ne parlerà nel webinar di martedì 27 ottobre, alle ore 12, in occasione de “La settimana dell’energia”. Titolo dell’incontro virtuale è “La Casa Green e superbonus 110%”. Efficienza energetica e domotica per la ripresa dell’edilizia. Interventi di: Davide Chiaroni (Energy & Strategy, Politecnico di Milano – Direzione scientifica Settimana per l’energia), Luca Talamona (ingegnere esperto in tematiche energetiche), Alessandro Palazzo (professionista con esperienza decennale in riqualificazione degli edifici), Matteo Vairo (Studio Biasi-Bonomini-Vairo Architetti), Fabrizio Ruspi (commercialista). Modera, Sara Bartolini.
Il superbonus del 110%, insieme ad una rinnovata esigenza di investire in edilizia, sono sufficienti a garantire il raggiungimento di questo obiettivo? Lo scopriremo insieme.

A VARESE NESSUNA ZONA ROSSA, MA LA LOMBARDIA VUOLE IL COPRIFUOCO
«A Varese non sarà istituita nessuna zona rossa nel fine settimana, perché le “zone calde” della movida sono già presidiate. Invece, si va verso la chiusura serale dei parchi pubblici e a controlli più severi su assembramenti e mascherine», scrive La Prealpina. La Regione Lombardia, invece, propone al Governo «il coprifuoco dalle ore 23 alle 5 di mattina, a partire da giovedì, e divieto su tutte le attività e gli spostamenti (permessi quelli per motivi di salute, lavoro e comprovata necessità?», si legge sul Corriere della Sera. Un’altra proposta «riguarda la chiusura della media e della grande distribuzione nei giorni di sabato e domenica, esclusi gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità».

PAGAMENTI PIU’ LENTI, MA IL NORD REGGE L’URTO DEL COVID
«Male, non malissimo. Il sistema dei pagamenti tra imprese regge allo shock Covid, anche se il livello della puntualità è in peggioramento: a settembre 2020 il numero delle aziende italiane che paga i propri fornitori con oltre 30 giorni di ritardo ha raggiunto il 12,7%, due punti in più rispetto all’inizio dell’anno», si legge sul Sole 24 Ore in base ai dati dello Studio pagamenti di Cribis. Le regioni più colpite dall’emergenza sanitaria, Emilia-Romagna (8,1%) e Lombardia (8,4%) sono quelle che «registrano meno ritardi gravi, nonostante l’incremento rispetto a fine 2019. I ritardi nell’industria (8,5%) registrano un incremento di crescita del 25%. Il settore peggiore in termini assoluti rimane il commercio al dettaglio, con il 12,7% di aziende che paga con ritardi di oltre 30 giorni».

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