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Home Viva le piccole imprese: saranno loro il vero “Recovery Fund” dell’Italia?

Viva le piccole imprese: saranno loro il vero “Recovery Fund” dell’Italia?

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#Rassegnastampa

LA RICETTA ANTICRISI E’ LA SEMPLICITA’?
Semplificare per crescere: è questa la vera ricetta anticrisi del Paese? Ci provano tutti, ma quanto è possibile semplificare nel lavoro di tutti i giorni e quanto ci si riesce davvero? Come affrontare un percorso che appare quantomai in salita? Infine, un buon processo di semplificazione può trasformarsi nell’elemento chiave contro la crisi? Per affrontare un tema bollente per le imprese, Confartigianato Varese ha coinvolto tre esperti per un confronto-dibattito che si terrà oggi, mercoledì 7 ottobre, alle ore 12 in diretta sulla pagina Facebook e, in contemporanea, sul canale Youtube dell’associazione varesina: Antonio Belloni (consulente e saggista), Serena Sileoni (Vice direttore Istituto Bruno Leoni) e Elena Brusa Pasquè (Presidente Ordine degli Architetti) entreranno nel vivo di un tema che non cessa di animare i dibattiti.

VIVA LE PICCOLE IMPRESE: SARANNO IL TRAINO DELL’ERA RECOVERY FUND
Marco Fortis, su “Il Foglio” di oggi, si chiede se il nanismo imprenditoriale italiano sia o no un vero problema per l’Italia. La risposta è decisa: lo è nei servizi ma non nella manifattura. In Italia, le microimprese (Fortis considera tali quelle che hanno da 1 a 19 addetti e non solo fino a 9 come avviene comunemente) sono 354.976 su un totale di 383.585 imprese manifatturiere: “L’esistenza di un così elevato numero di microimprese non deve però essere percepito come un elemento di freno del nostro sistema produttivo. Primo, perché anche senza le microimprese accusate di nanismo l’Italia conserverebbe comunque le sue posizioni di eccellenza nei maggiori settori di specializzazione del Made in Italy. Secondo, perché le microimprese sono comunque attori essenziali nelle filiere produttive e di subfornitura all’interno dei distretti industriali italiani e al servizio delle nostre imprese più grandi, che traggono dalle relazioni con le microimprese importanti vantaggi in termini di efficienza. Terzo, perché pur avendo una produttività mediamente bassa le nostre numerose microimprese generano comunque grandi cifre in termini di valore aggiunto a cui sarebbe stupido rinunciare solo per poter abbellire statisticamente il dato della produttività media. Dunque: la crescita dimensionale non dovrebbe riguardare le microimprese e il loro presunto nanismo quanto, piuttosto, le nostre medie e grandi imprese: per evitare che vengano acquisite da gruppi stranieri”.

SUPERBONUS AL 110%: LE TRE NOVITA’ INSERITE NEL DECRETO AGOSTO
Il Decreto Agosto ha ottenuto il via libera dal Senato. Ora, il testo passa all’esame della Camera per essere convertito in legge entro il 13 ottobre. Tra le principali novità, figurano le modifiche al superbonus al 110%. Ne scrive il Corriere della Sera. “Tre sono le novità riguardanti il superbonus per gli interventi di efficientamento energetico sugli edifici. La prima ha recepito la richiesta di estendere la definizione di accesso autonomo, in modo da ritenere edifici unifamiliari tutti gli edifici con un accesso da aree comuni esterne. Un secondo emendamento stabilisce che le difficoltà urbanistiche e catastali di singole unità non pregiudicano la possibilità di ottenere il credito di imposta sui lavori condominiali. La terza novità abbassa i quorum assembleari per chiedere lo sconto o cedere il credito”.

PIOGGIA DI RISORSE SULLA PROVINCIA DI VARESE: IN ARRIVO ALTRI 122 MILIONI
Lo si legge su Varesenews: “Alla provincia di Varese vanno risorse per oltre 160 milioni di euro, di cui 38,4 già anticipati ai 138 Comuni e alla Provincia. Finanzieranno 295 progetti di opere pubbliche presentati nell’ambito dello sviluppo sostenibile, dell’efficientamento energetico e dell’infrastrutturazione digitale. Progetti da cantierare entro il 31 ottobre. Il territorio di Varese ha beneficiato anche di 1.840.620 euro nell’ambito del bando Piccoli Comuni: fondi assegnati a 49 enti locali e a una Unione di Comuni; altri 5.544.337 di euro provengono dal bando Dissesto in difesa del suolo nel territorio dell’Insubria (con la provincia di Como) che ha interessato 46 progetti nel nostro territorio; 1.285.714 euro del Fondo di sviluppo delle valli prealpine sono destinati alle due Comunità montane (Piambello e Valli del Verbano); 3 milioni provengono dal bando Emblematici Maggiori promosso da Fondazione Cariplo”. Ma non è finita qui: entro il 2023, Regione Lombardia darà al territorio varesino altri 122 milioni di euro per rispondere alle esigenze emerse sui Tavoli territoriali: “Alptransit, cui vanno 15 milioni; la rete provinciale integrata di ciclovie che avrà 12 milioni; 11 milioni vanno per le infrastrutture ferroviarie; 10 milioni per il terminal intermodale di Busto Arsizio; 1,5 milioni per il raccordo A8-Varese centro; 930.000 euro per la bretella di Varese; 770.000 euro per il Piano d’Area di Malpensa puntando sul rilancio economico e produttivo dello scalo; 350.000 euro per l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (Aqst) Lago di Varese e 100.000 euro per lo sviluppo turistico che si aggiungono a quelli per la Via Francisca del Lucomagno, per l’AdP Casa Macchi a Morazzone”, scrive il quotidiano online.

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