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Alta tensione sulla liquidità delle micro e piccole imprese, ma ci sono segnali di miglioramento

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La crisi in corso ha amplificato le tensioni sulla liquidità delle imprese, conseguente alla diffusa e ampia riduzione dei ricavi. Nei primi nove mesi del 2019 l’attività manifatturiera, come evidenziato da una analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, si è ridotta del 14,9%, mentre quella delle costruzioni dell’11,5%. Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi delle imprese dei servizi hanno perso il 17%.

TENSIONE SULLA LIQUIDITA’
La terza rilevazione dell’Osservatorio Credito Covid-19 sottolinea la permanenza di segnali di tensione sulla liquidità delle micro e piccole imprese. In oltre tre quarti dei casi, è superiore al normale l’intensità delle richieste di consulenza delle imprese, di liquidità per scorte e capitale circolante e di rifinanziamento e ristrutturazione del debito. In quest’ultimo caso, le richieste sono in decisa crescita rispetto alla precedente rilevazione. Persiste la debolezza della domanda per investimenti.

 

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COVID E GESTIONE FINANZIARIA
In relazione agli effetti della crisi Covid-19 sulla gestione finanziaria delle Mpi, il 91% del campione segnala ricadute con intensità superiore al normale sia per i mancati incassi legati alla caduta del fatturato che per le criticità del cash flow: nell’83% dei casi per i pagamenti da consumatori finali e nel 61% dei casi per i pagamenti tra imprese. Rimane elevata, per l’84% casi, la rilevazione di un flusso superiore al normale di imprese presso gli sportelli delle Associazioni che fanno parte del sistema Confartigianato.

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MIGLIORA L’ATTEGGIAMENTO DELLE BANCHE…
Migliora in modo diffuso, rispetto alla rilevazione di giugno, l’atteggiamento delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il ricorso a garanzia del Fondo centrale (DL Liquidità) e il rinnovo dei fidi rispetto alla proposta di sospensione prevista dal DL 18/2020 Cura Italia. Persistono, anche se con diminuzione di intensità, le criticità operative delle banche in merito all’organizzazione dei flussi di clienti e quelle legate alle piattaforme tecnologiche dei servizi bancari. Rispetto all’apice della crisi Covid-19 la maggior parte degli esperti giudica migliorata l’operatività delle banche, la quale, però, rimane ancora lontana dalla normalità.

…PERO’ LE RESTRIZIONI CI SONO ANCORA
Prevalgono condizioni di normalità nelle azioni restrittive delle banche: un terzo degli intervistati non rileva azioni restrittive in ordine a incremento dello spread sui tassi di interesse e per le richieste di rientro su credito in c/c non utilizzato. Nel 44% dei casi, invece, restano di straordinaria ed elevata intensità le azioni restrittive che interessano la richiesta di maggiori garanzie e, nel 21% dei casi, la mancata risposta alle richieste delle imprese. In quest’ultimo caso, però, si registra un marcato miglioramento (era 72% nella rilevazione di giugno).

GIUDIZIO POSITIVO SUL FONDO DI GARANZIA
La quasi totalità gli esperti conferma lo svolgimento della missione del Fondo di Garanzia affidata nei confronti delle micro e piccole imprese, uno su due (47%) esprime un giudizio pienamente positivo.

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