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Contributi a fondo perduto: chi li può avere e come. La nostra guida

euro moneyIl Decreto Ristori bis, bollinato nella mattinata di ieri lunedì 9 novembre, si sviluppa sulla base di un meccanismo definito dal Decreto Ristori, strumento con il quale il Governo ha voluto sostenere le attività imprenditoriali interessate dalle misure restrittive introdotte con il Dpcm del 24 ottobre ed in vigore dal 29 ottobre 2020. A sua volta, il primo Decreto Ristori fa riferimento a tutte quelle misure definite dal Governo con il Decreto Rilancio. Si tratta, a tutti gli effetti, di una “matrioska legislativa” nella quale non è semplice orientarsi e i cui nodi devono essere sciolti con l’aiuto di un professionista.

NODI DA SCIOGLIERE
La diretta Facebook di Confartigianato Varese, lunedì 9 novembre, con l’intervento di Fabrizio Ruspi – consulente e commercialista di Confartigianato Artser – si è posta l’obiettivo di entrare nei meccanismi dei due Decreti Ristori per aiutare le imprese nell’affrontare un percorso che, strada facendo, si sta dimostrando sufficientemente tortuoso.
Per una serie di motivi: una volta emanato il Decreto Ristori, infatti, il 3 novembre è stato emanato il Dpcm che ha diviso l’Italia in zone rosse, arancioni e gialle. Da qui l’esigenza di arrivare al Decreto Ristori bis, che ha integrato e ampliato il precedente Decreto, per dare un sostegno a quelle attività ora divise non solo per settori ma anche per area geografica. E’ per questa ragione che di fronte alla difficoltà di applicare contemporaneamente i due Decreti ci si augura che «il percorso di conversione in legge del Decreto Ristori e del Decreto Ristori bis sia allineato e che alla fine possa essere pubblicato un unico testo che comprenda entrambi», ha detto Fabrizio Ruspi. Perché si tratta sì di misure adatte all’emergenza, ma i meccanismi che muovono questi strumenti – di complessa applicazione – devono ancora essere affinati.

I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO
Il contributo è a fondo perduto e non è un credito di imposta così come è accaduto per altre agevolazioni.
Per potersi orientare bisogna fissare alcuni punti di riferimento:

  • Il settore di attività nel quale rientra l’impresa che beneficerà del fondo
  • Il codice Ateco che è ricavato dal cosiddetto “cassetto fiscale” dell’azienda, quindi dall’anagrafe tributaria
  • Il calcolo del contributo a fondo perduto che si deve basare sui requisiti del fatturato
  • Il contributo è erogato in forma automatica con un bonifico dell’Agenzia delle entrate direttamente sul conto corrente dell’impresa. Attenzione: è automatico per quelle imprese che avevano già beneficiato del contributo del Decreto Rilancio. Comunque, il conteggio – proprio perché automatico – è bene sia sottoposto ad un controllo da parte del professionista di Confartigianato Artser. Le imprese che non hanno mai beneficiato del contributo dovranno, invece, presentare richiesta. Sui tempi di presentazione si attendono chiarimenti dall’Agenzia delle entrate.

I Grafici con settori di impresa e entità del contributo

 I REQUISITI PER OTTENERE IL CONTRIBUTO
I contributi saranno riconosciuti a quei soggetti che avevano partita Iva attiva al 25 ottobre 2020, quindi qualche giorno prima dell’entrata in vigore del Decreto Ristori del 29 ottobre.
I beneficiari devono esercitare un’attività contraddistinta da un codice Ateco specifico secondo l’Allegato al Decreto bis.
Il contributo a fondo perduto non sarà più vincolato all’ammontare dei ricavi e compensi dell’anno 2019 così come definito, invece, dal Decreto Rilancio che non aveva esteso il ristoro alle imprese con ricavi 2019 superiori ai 5 milioni di euro.

DECRETO RISTORI – L’ENTITA’ DEL CONTRIBUTO
Il contributo del Decreto Ristori parte dal contributo già erogato e lo moltiplica sulla base di un coefficiente che, a seconda del settore di attività, va dal 100 al 400%. Il contributo era calcolato applicando alcune percentuali differenziate, in base alla fascia di ricavi, alla riduzione del fatturato dei corrispettivi di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019.

DECRETO RISTORI BIS – L’ENTITA’ DEL CONTRIBUTO
Incrementa di un ulteriore 50% il contributo
. Dal 150% si passa al 200% nel caso in cui le attività limitate dalle restrizioni abbiano domicilio fiscale, o sede operativa, nelle zone arancioni o rosse.
Inoltre, è stato ampliato l’elenco dei codici Ateco allegati al Decreto Ristori.

Il Decreto Ristori

Il Decreto Ristori bis

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