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Covid in casa, l’impiantista interviene in sicurezza grazie all’asse Comune-Confartigianato Varese

shutterstock_1556791832Sono tre gli impiantisti che hanno risposto a strettissimo giro di posta all’appello dell’amministrazione comunale di Gallarate, impegnata nella ricerca di idraulici ed elettricisti preparati e attrezzati per effettuare interventi anche nelle abitazioni di persone in quarantena, Covid-positive o sintomatiche e non ancora tamponate. «Un segnale importante, che testimonia il valore dei nostri operatori, che promuoviamo per le capacità, le competenze e l’approccio sicuro anche nelle situazioni più critiche» commenta Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Artser, che ricorda l’impegno che la società di servizi di viale Milano sta mettendo nel fornire tutti gli strumenti necessari per lavorare in sicurezza.
Il comune di Gallarate, per primo, s’è mosso attraverso l’assessore alla protezione civile Andrea Zibetti per dare una risposta a domande frequente tra i residenti alle prese, a vario titolo, con il coronavirus.

Ci sono guasti che possono attendere, e guasti che richiedono un intervento immediato, anche perché le persone costrette a rimanere in casa non possono rimanere senza acqua calda o riscaldamento funzionante, ha fatto presente il componente della giunta Cassani. In questo senso si voleva fornire una risposta, assicurando al contempo totale sicurezza agli operatori e massima responsabilità nei loro confronti da parte della cittadinanza.
Di qui la collaborazione con Confartigianato Varese e la società di servizi Artser e la disponibilità avanzata da tre professionisti disponibili a operare in città e nei dintorni:

Marattin Omar Massimo, idraulico con sede a Mercallo (maryomar@virgilio.it – 328/4849508 );

Eurobagno di Nucibella Claudio, idraulico di Cesano Maderno (claudio@nucibelladue.it – 0362/506123);

Guidi Srl, assistenza caldaie di Gallarate (info@guidimpianti.it – 0331/342550).

Ad altri che, contattando Confartigianato Artser si dovessero aggiungere (info: relazioni.esterne@asarva.org), verrà fornito tutto il supporto degli esperti del servizio sicurezza, che intanto rilanciano la guida messa a punto per operare in piena pandemia Covid.

Prima di tutto è bene capire, in presenza di qualsiasi chiamata, se l’intervento richiesto in una abitazione con casi di coronavirus sia procrastinabile o se sia possibile risolverlo da remoto, assistendo telefonicamente il cliente.
In caso contrario (caldaia rotta, guasto all’impianto elettrico), per tutelare la salute del professionista e assicurare un servizio fondamentale al cliente, è bene richiedere al cliente di mettere in atto una serie di misure fondamentali:

  • attuare, ove possibile, una sanificazione professionale prima dell’accesso del professionista in abitazione;
  • arieggiare preventivamente i locali interessati dall’intervento;
  • dotarsi di mascherina (come minimo chirurgica) e di guanti e indossarli per tutta la durata dell’intervento;
  • mantenere sempre la distanza di almeno un metro dal manutentore;
  • soggiornare per tutta la durata dell’intervento in un locale differente da quello oggetto di intervento;
  • non toccare le attrezzature del manutentore;
  • effettuare il pagamento mediante Pos o Bonifico Bancario evitando il contatto con denaro.

Le amministrazioni comunali che operano in sinergia con Confartigianato Varese si sono già dette disponibili a fare campagne di sensibilizzazione pubbliche in tal senso, invitando in primo luogo i concittadini a denunciare sempre e comunque la positività al manutentore, affinché questi possa organizzarsi.

Come? Anche qui la risposta arriva dagli ingegneri della sicurezza:

  • dotandosi di mascherina FFP2, occhiali o visiera, tuta in tyvec, calzascarpe e guanti usa e getta, indossandoli prima di entrare nell’abitazione e mantenendoli per tutta la durata dell’intervento;
  • sanificando l’ambiente in cui è necessario intervenire; igienizzando con opportuno prodotto tutto quello che deve essere toccato prima di eseguire l’intervento e, per correttezza, al termine dell’intervento;
  • togliendo l’equipaggiamento preferibilmente all’aria aperta oppure sull’uscio di casa, andando a sanificare ulteriormente ciò che è entrato in contatto con i DPI (dispositivi di protezione individuale) potenzialmente infettati;
  • posizionando in un sacco dei rifiuti apposito tutto il materiale usa e getta al termine dell’intervento.
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