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Interventi in sicurezza con malati Covid: Confartigianato Varese promuove i suoi impiantisti

shutterstock_1042026856Sicuri in azienda ma sicuri anche nelle abitazioni dei clienti in presenza di casi di Coronavirus: è questa la nuova normalità possibile.

Nei giorni in cui la diffusione dei contagi cresce progressivamente diventa urgente conciliare la richiesta di servizi essenziali (sostituzione di un impianto non funzionante, ripristino di un guasto al sistema idrico e così via) da parte di persone in isolamento fiduciario, positive al tampone, asintomatiche o in cura nella propria abitazione con la sicurezza dei manutentori. L’assessore alla protezione civile del comune di Gallarate, Andrea Zibetti, si è posto il problema e, da questa segnalazione, è nata l’azione di Confartigianato Varese che lancia, fra le proprie imprese associate, quelle in grado di intervenire in contesti dove siano presenti soggetti positivi.

A queste imprese verrà garantita l’assistenza dei tecnici di Confartigianato – ArtSer: saranno loro a valutare i requisiti e la preparazione necessaria per affrontare le situazioni critiche e ad affiancarle per integrare il protocollo Covid.

I nominativi delle imprese qualificate verranno quindi segnalate alle amministrazioni comunali o alle associazioni di volontariato (protezione civile, Croce Rossa, Anpas) che ne dovessero far richiesta per i propri concittadini.

Intanto, a beneficio di tutti, ecco una guida degli ingegneri di Artser destinata a tutti i manutentori.

Da dove si parte?

Prima di tutto ricordiamo che è bene capire, in presenza di qualsiasi chiamata, se l’intervento richiesto in una abitazione con casi di coronavirus sia procrastinabile o se sia possibile risolverlo da remoto, assistendo telefonicamente il cliente. In caso contrario (caldaia rotta, guasto all’impianto elettrico), per tutelare la salute del professionista e assicurare un servizio fondamentale al cliente, è bene richiedere al cliente di mettere in atto una serie di misure fondamentali:

  • attuare, ove possibile, una sanificazione professionale prima dell’accesso del professionista in abitazione;
  • arieggiare preventivamente i locali interessati dall’intervento;
  • dotarsi di mascherina (come minimo chirurgica) e di guanti e indossarli per tutta la durata dell’intervento;
  • mantenere sempre la distanza di almeno un metro dal manutentore;
  • soggiornare per tutta la durata dell’intervento in un locale differente da quello oggetto di intervento;
  • non toccare le attrezzature del manutentore;
  • effettuare il pagamento mediante Pos o Bonifico Bancario evitando il contatto con denaro.

Le amministrazioni comunali che operano in sinergia con Confartigianato Varese si sono già dette disponibili a fare campagne di sensibilizzazione pubbliche in tal senso, invitando in primo luogo i concittadini a denunciare sempre e comunque la positività al manutentore, affinché questi possa organizzarsi.

Come? Anche qui la risposta arriva dagli ingegneri della sicurezza:

  • dotandosi di mascherina FFP2, occhiali o visiera, tuta in tyvec, calzascarpe e guanti usa e getta, indossandoli prima di entrare nell’abitazione e mantenendoli per tutta la durata dell’intervento;
  • sanificando l’ambiente in cui è necessario intervenire; igienizzando con opportuno prodotto tutto quello che deve essere toccato prima di eseguire l’intervento e, per correttezza, al termine dell’intervento;
  • togliendo l’equipaggiamento preferibilmente all’aria aperta oppure sull’uscio di casa, andando a sanificare ulteriormente ciò che è entrato in contatto con i DPI (dispositivi di protezione individuale) potenzialmente infettati;
  • posizionando in un sacco dei rifiuti apposito tutto il materiale usa e getta al termine dell’intervento.
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