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Assunzioni giù, “cassa” in crescita: «Non dobbiamo spaventarci, ma servono azioni, dialogo e visione»

shutterstock_1699747681-1Assunzioni giù, cassa integrazione (Fsba, per le aziende artigiane) su. Preoccupano i numeri del lavoro nell’anno della crisi da Coronavirus, che ha infierito in provincia di Varese con particolare forza in questa seconda ondata, raffreddando la timida ripresa estiva.

Il primo numero di rilievo, tra quelli monitorati dall’Osservatorio per il Mercato del Lavoro, è il picco negativo delle assunzioni: -41% nel periodo gennaio-ottobre 2020 rispetto al corrispettivo del 2019. Ancora più critico il primo semestre (-45,33%) e per nulla confortante il riferimento (-25%) dei mesi di gennaio e febbraio, sul quale non gravava ancora l’influenza negativa della pandemia.

Colonnina su valori preoccupanti, dunque, con alti bassi in corso d’anno, e andamenti critici anche per le categorie più esposte ai venti della crisi: -46,54% la flessione nell’assunzione di stranieri. Giù del 44% le donne e, a chiudere, male i giovani (-41,83), che viaggiano in linea con la media in ribasso dell’anno.

A pagare il dazio più alto al congelamento imposto dalla pandemia sono stati i settori investiti in modo più importante dal lockdown di primavera e, a seguire, dalle restrizioni d’autunno. Peggio di tutti, alla voce nuova occupazione, ha fatto il commercio (60,53%), tallonato dai servizi alla persona (-49,69) e dalle attività manifatturiere (47,83%), nell’ambito delle quali rileviamo la sofferenza delle industrie alimentari (69,66%), del settore riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (-71,43%) e del tessile (giù del 52%). Meglio l’edilizia, che non è salita sull’altalena delle interruzioni.

Se da un lato sono i segni meno a scandire il capitolo del lavoro, dall’altra sono segni più a contrassegnare il trend degli ammortizzatori sociali.

Quasi il 75% dei lavoratori delle aziende artigiane e delle Pmi della provincia di Varese, nel mese di aprile 2020 ha dovuto affrontare la cassa integrazione contro una media annuale attestata al 2% A marzo, mese di inizio della pandemia, la percentuale di lavoratori per cui si è fatto ricorso agli ammortizzatori sociali è stato del 62,38%; migliore la situazione nel mese di maggio (41,90%) anche per effetto della diminuzione delle restrizioni e della proroga concessa alle aziende.

Ancora a quota 28,13% i lavoratori in “cassa” nel mese di giugno, anche perché le aziende hanno dovuto affrontare una congiuntura economica negativa, con consumi fermi e problematiche legate al rientro in sicurezza dei lavoratori nelle aziende.

A guidare la poco confortante classifica del rallentamento sono stati i Servizi alla persona, le attività di ristorazione e alberghiere, il commercio e le attività di riparazione. Altri comparti, anche se in misura minore, quali l’edilizia, la meccanica e la chimica-gomma-plastica hanno scontato soprattutto gli obblighi sanitari e normativi relativi alle chiusure obbligatorie imposte dai Dpcm.

In sintesi, se nel primo semestre dell’anno le aziende e i lavoratori che hanno più sofferto sono stati quelli direttamente coinvolti da divieti e chiusure imposte dai Dpcm, nel secondo semestre sono state le aziende manufatturiere a scontare la frenata degli ordinativi.

«Questi dati non devono spaventare ma responsabilizzare: dobbiamo mobilitare tutte le risorse necessarie a invertire la tendenza senza lasciare indietro nessuno. Per ciascuna impresa dobbiamo immaginare una soluzione: con Confartigianato Artser stiamo lavorando per affinare i servizi, e rimodellarli affinché la risposta sia idonea alle nuove esigenze del mercato e ai bisogni delle aziende e stiamo riorganizzando la nostra voce, affinché arrivi con un approccio propositivo. Dobbiamo analizzare la situazione, ampliare l’ascolto e fornire sempre più strumenti formativi e informativi necessari all’organizzazione e riorganizzazione delle imprese».

Una sfida che sarà alla base dell’attività 2020 di Confartigianato Varese, con un obiettivo: non più solo vicini alle imprese, ma motore in grado di muovere le singole iniziative, di ascoltare, dialogare, con costanza, con gli imprenditori e indicare, se possibile, la via per un anno diverso.

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