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Covid, come gestire viaggi, trasferte e trasporto merci all’estero in sicurezza

shutterstock_1845794704IN AGGIORNAMENTO – Come da diversi mesi a questa parte, pubblichiamo l’aggiornamento sulle disposizioni per i transiti, il turismo e il lavoro all’estero conseguenti alla diffusione del Covid-19. In seguito all’incremento dei contagi, infatti, molti Paesi hanno adottato misure restrittive necessarie ad arrestare la pandemia.

Le informazioni sono a cura del servizio Estero di Confartigianato Artser.

AUSTRIA
Dal 15 gennaio, per tutti coloro che entrano in Austria, è obbligatorio effettuare, primo dell’ingresso nel Paese, una registrazione on-line, attraverso la quale vengono comunicati i propri dati personali e le informazioni sul viaggio e sulla quarantena.  La conferma della registrazione on-line viene generata automaticamente dal sistema e deve essere presentata su richiesta delle autorità in caso di controlli. La registrazione online va effettuata al seguente link: https://www.oesterreich.gv.at/themen/coronavirus_in_oesterreich/pre-travel-clearance.html.

Dal 26 dicembre al 24 gennaio incluso è in vigore nel Paese un nuovo lockdown. Per dettagli, si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.

Per maggiori informazioni, si veda anche il sito dell’Ambasciata d’Italia a Vienna.

FRANCIA 
In Francia non è più in vigore il lockdown ma è in vigore un coprifuoco su tutto il territorio nazionale dalle 18 alle 6 del mattino del giorno successivo.
Per quanto riguarda le frontiere con i Paesi Extra UE, la Francia ha introdotto l’obbligo di tampone da effettuare 72 ore prima dell’arrivo in Francia. Per chi proviene da Paesi UE non vi è né obbligo di tampone né di quarantena. Le uniche limitazioni sono quelle imposte per gli spostamenti all’interno del territorio francese negli orari di coprifuoco, per i quali occorre un valido motivo e l’autocertificazione [alla parola ‘autocertificazione’ collegare la pagina https://www.interieur.gouv.fr/Actualites/L-actu-du-Ministere/Attestations-de-deplacement-couvre-feu].
Per maggiori dettagli consultare siti web del Governo francese https://www.gouvernement.fr/info-coronavirus e dell’Ambasciata d’Italia a Parigi.
In caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, si raccomanda di contattare il centro SAMU (Tel. 15 numero gratuito) e di non recarsi direttamente dal medico o al pronto soccorso.
Pressoché tutte le compagnie aeree offrono collegamenti aerei Italia/Francia. E’ sempre comunque consigliato arrivare con discreto anticipo in aeroporto. SNCF e Trenitalia hanno ripristinato alcuni collegamenti quotidiani Parigi-Torino-Milano con TGV.
Queste indicazioni potrebbero variare con scarso o nessun preavviso, si raccomanda pertanto di contattare direttamente le compagnie aeree o le società di trasporti ferroviari per informazioni aggiornate sulle possibilità di raggiungere l’Italia.
Sono possibili cancellazioni di voli da/per l’Italia. Si raccomanda di verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo.
Per ulteriori informazioni sulle misure adottate, consultare la sezione sanitaria di questa scheda.

PAESI BASSI
I Paesi Bassi hanno riaperto i propri confini per viaggi da/verso alcuni Paesi. Dopo la rimozione del bando nei confronti dei voli provenienti dall’Italia, la compagnia di bandiera KLM ha gradualmente ripristinato i voli diretti. L’uso della mascherina protettiva è obbligatorio dal 1° dicembre, in tutti i luoghi chiusi, in quelli aperti al pubblico, su tutti i voli dal momento dell’imbarco e su tutti i mezzi pubblici olandesi (treni, autobus, tram). Il Governo olandese ha annunciato nuove misure a partire dal 15 dicembre e fino al 19 gennaio. Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
Gli arrivi da Paesi non UE e non Schengen sono tuttora soggetti a controlli all’ingresso. Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenuti ad auto-isolarsi per 10 giorni. L’elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, è disponibile cliccando qui.
A chi proviene dall’estero viene chiesto un test PCR negativo, effettuato non più di 72 ore prima dell’arrivo nei Paesi Bassi, che si aggiunge all’auto quarantena per 10 giorni all’arrivo.  Il test PCR negativo è richiesto anche ai viaggiatori che transitano in aeroporto per continuare il viaggio, senza lasciare l’aeroporto.
Ulteriori informazioni in merito agli ingressi nel Paese sono disponibili sul sito del Governo dei Paesi Bassi.

REGNO UNITO
Ai viaggiatori in ingresso nel Regno Unito vengono richiesti i tre seguenti adempimenti:
1) compilare un FORMULARIO ONLINE  prima dell’arrivo ai controlli di frontiera. Nel formulario viene richiesto un indirizzo specifico e un numero di telefono al quale i viaggiatori possano essere contattati.
2) effettuare un ISOLAMENTO CAUTELARE  di 5 o 10 giorni (maggiori informazioni qui ).
L’isolamento cautelare ha una durata ordinaria di 10 giorni, ma può essere ridotto a 5 giorni qualora si soddisfino le seguenti condizioni (maggiori info qui):

A partire dalle ore 04.00 del 18 gennaio chi si rechi in Inghilterra da qualsiasi paese (inclusi quelli nei cd. travel corridors) è tenuto a esibire all’imbarco l’esito negativo di un test effettuato nelle 72 ore precedenti la partenza. Gli standard per i test sono elevati: è ammesso in ogni caso il test PCR; i test LAMP e antigenico sono ammessi solo se rientrano negli standard riportati a questo link. Il certificato deve essere in inglese, francese o spagnolo e deve riportare tutti i dati reperibili al suddetto link. La regola non si applica ai viaggiatori in transito all’interno dell’area sterile (airside) dell’aeroporto, mentre chiunque esca dall’aeroporto (anche per passare solo una notte in hotel fuori dallo scalo) è tenuto a rispettarla. Sono previste esenzioni per limitate categorie di lavoratori e bambini sotto gli 11 anni.

Presentarsi sprovvisti di un certificato o con un certificato incompleto è considerato un reato ed è sanzionabile con una multa £500.

ROMANIA 
L’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno, ha nuovamente inserito l’Italia nella lista dei Paesi In “zona gialla”. Di conseguenza, a decorrere dalle 18.00 ora locale, del 4 gennaio 2021 chi intenda fare ingresso in Romania venendo dal nostro Paese dovrà sottoporsi ad un periodo di isolamento di 14 giorni, riducibile a 10 se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Per soggiorni di durata inferiore a 72 ore, il viaggiatore può essere esonerato dall’isolamento se presenta un test negativo per SARSCov-2-RT-PCR, effettuato al massimo 48 ore prima dell’arrivo in Romania. Il transito in Romania verso altre destinazioni è consentito, purché avvenga nell’arco di 24 ore. Per maggiori informazioni si rimanda alla sezione Situazione Sanitaria di questa Scheda.

Dal 12 gennaio 2021 è stato prorogato di 30 giorni lo stato di allerta in tutto il Paese.

FEDERAZIONE RUSSA
Resta in vigore a tempo indeterminato il divieto di ingresso degli stranieri nel territorio della Federazione Russa, salvo che per coloro i quali rientrino nelle categorie di eccezioni previste dal Governo russo (dettagliate su https://rusconsroma.mid.ru/it_IT/visti-turistici). Tra questi: i lavoratori “altamente specializzati” (VKS) segnalati dal loro datore di lavoro con sede in Russia e i loro famigliari (con procedura di autorizzazione da avviare in Russia almeno due settimane prima del programmato ingresso), agenti diplomatici, autotrasportatori, familiari di cittadini russi, cure mediche, assistenza sanitaria, residenti in Russia con permesso di soggiorno (“vid na zhitelstvo”). Per l’elenco completo e modalità di attestazione e presentazione della documentazione, consultare la sezione “Informazioni Generali – Documentazione necessaria per l’ingresso nel Paese” di questa scheda. SOLTANTO alle già menzionate categorie di persone verrà consentito l’accesso nel Paese.

SVIZZERA
Le persone che entrano in Svizzera dopo aver soggiornato in uno Stato o in una regione con rischio elevato di contagio devono mettersi in quarantena. Gli Stati e le regioni interessati sono definiti in un elenco https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-einreisende.html#1204858541

Per l’obbligo di quarantena fa testo l’elenco vigente al momento dell’entrata in Svizzera. In Italia: Regione Veneto

Il numero delle infezioni si mantiene a un livello elevato e con la circolazione delle nuove varianti del virus, molto più contagiose, aumenta il rischio di un’impennata dei contagi. In considerazione della situazione epidemiologica che resta tesa, nella sua seduta del 13 gennaio il Consiglio federale ha deciso di dare un ulteriore giro di vite ai provvedimenti contro la diffusione del coronavirus

Da un lato prolunga di cinque settimane, sino alla fine di febbraio, la chiusura dei ristoranti, delle strutture per la cultura e il tempo libero e degli impianti sportivi decisa lo scorso dicembre. Dall’altro adotta nuovi provvedimenti per ridurre in modo drastico i contatti: dal 18 gennaio sarà obbligatorio lavorare da casa, i negozi che non vendono beni di prima necessità dovranno restare chiusi, le manifestazioni private e gli assembramenti saranno ulteriormente limitati e sarà rafforzata la protezione delle persone particolarmente a rischio sul posto di lavoro.

Per approfondimenti https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/das-bag/aktuell/medienmitteilungen.msg-id-81967.html

BRASILE
INGRESSI DAL BRASILE
Il Ministro della Salute, con Ordinanza 16 gennaio 2021, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ma immediatamente efficace e in vigore fino almeno al 31 gennaio 2021, ha disposto la sospensione del traffico aereo dal Brasile e il divieto di ingresso in Italia per tutti coloro che provengono dal Brasile o che vi abbiano soggiornato/transitato nei 14 giorni precedenti il tentativo di ingresso in Italia. Al momento, non sono previste eccezioni.

GIAPPONE 
Dal 28 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 è sospesa la possibilità di chiedere il visto di rientro alle rappresentanze diplomatiche e consolari giapponesi, per quanti abbiano già lo status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per studio o lavoro), così come la possibilità di richiedere un visto per effettuare visite brevi d’affari su invito di aziende locali. È sospesa inoltre, per lo stesso periodo di tempo, la possibilità di evitare l’isolamento fiduciario al rientro, per i titolari di Residence Card che intendano lasciare il Giappone per un breve viaggio d’affari.

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