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I crediti d’imposta previsti dalla Legge di Bilancio 2021

shutterstock_268286246_tLo scorso 1° gennaio è entrata in vigore la Legge di Bilancio 2021, n. 178 del 30 dicembre 2020, pubblicata nel S.O. n. 46/L, Gazzetta Ufficiale n. 322 del 30 dicembre 2020.

Segnaliamo le disposizioni relative ai principali crediti di imposta ed agevolazioni in materia di investimenti, rinviando alle successive comunicazioni per ulteriori approfondimenti..

– Crediti d’imposta per la “Transizione 4.0” 
– Credito R&S, innovazione tecnologica, attività innovative 
– Bonus Formazione 4.0 
– Credito d’imposta per adeguamento ambienti di lavoro 


Crediti d’imposta per la “Transizione 4.0”
(articolo 1, commi 1051 – 1063 e 1065)

Per accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e per rilanciare il ciclo degli investimenti penalizzato dall’emergenza legata al COVID-19, sono stati rivisti i crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture ubicate in Italia effettuati dal 16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2022, ovvero fino al 30 giugno 2023 a condizione che entro il 31 dicembre 2022 sia accettato l’ordine e siano versati acconti pari almeno al 20% del costo di acquisizione.

Le agevolazioni, differenziate in base alle diverse tipologie di beni, presentano caratteristiche simili ai crediti d’imposta previsti dalla Finanziaria 2020 per gli investimenti effettuati nel 2020 (ovvero entro il 30.6.2021).

Beneficiari

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Sono escluse dall’agevolazione:

  • le imprese in stato di crisi (imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale ovvero altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
  • le imprese destinatarie di sanzioni interdittive derivanti dalla violazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231).

Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è condizionata al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

L’agevolazione, solo in determinati casi, è riconosciuta anche agli esercenti arte e professioni.

Investimenti agevolabili

Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa.

Sono esclusi dall’agevolazione gli investimenti concernenti:

  • veicoli e altri mezzi di trasporto, sia che vengano utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa (la cui deducibilità è integrale), sia che vengano usati con finalità non esclusivamente imprenditoriali: si tratta dei beni di cui all’art. 164, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi (D.P.R. n. 917 del 1986, TUIR);
  • beni per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento (ammortamento più lungo di 15 esercizi);
  • fabbricati e costruzioni;
  • beni di cui all’allegato 3 annesso alla legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015). L’allegato 3 citato riguarda, a titolo di esempio, le condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; le condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; il materiale rotabile, ferroviario e tramviario; gli aerei completi di equipaggiamento;
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Misura del credito d’imposta

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura differenziata secondo la tipologia di beni oggetto dell’investimento.

Beni materiali di cui all’allegato A, Legge Finanziaria 2017

Per questi beni – si tratta di beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello “Industria 4.0, ad esempio beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti – il credito d’imposta spetta in misura differenziata a seconda del costo di acquisizione degli investimenti, come segue.

CREDITO D’IMPOSTA

 

Importo investimento

Investimento
dal 16.11.2020 al 31.12.2021
(o entro 30.6.2022 (1))
Investimento
dal 1.1.2022 al 31.12.2022
(o entro 30.6.2023 (2))
Fino a € 2.500.000 50% 40%
Superiore a € 2.500.000 fino a € 10.000.000 30% 20%
Superiore a € 10.000.000 fino a € 20.000.000 10% 10%
1) a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari almeno al 20%
2) a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari almeno al 20%

Beni immateriali di cui all’Allegato B, Legge Finanziaria 2017

Per questi beni – ad esempio, software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni per i quali, in precedenza, era riconosciuto il maxi ammortamento del 40% e per il 2020 il credito d’imposta nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a € 700.000 – il credito d’imposta spetta nella misura del 20% del costo. Tale misura riguarda gli investimenti del periodo compreso tra il 16 novembre 2020 ed il 31 dicembre 2022 (ovvero 30 giugno 2023).

CREDITO D’IMPOSTA
 

Importo investimento

Investimento da
16.11.2020 al 31.12.2022
(o entro 30.6.2023 (1))
 
Fino a € 1.000.000 20%
1) a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari almeno al 20%

Sono agevolabili anche le spese per servizi sostenute relativamente all’utilizzo dei beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Altri beni

Relativamente ai beni materiali ed immateriali “generici”, ossia diversi da quelli di cui ai predetti Allegati A e B (per i quali in precedenza era riconosciuto – solo per i beni materiali –  il maxi ammortamento del 40%-30% e, per il 2020, il credito d’imposta nella misura del 6% del costo nel limite massimo di costi ammissibili pari a € 2 milioni) il credito d’imposta è riconosciuto nelle misure indicate in tabella, ed è riconosciuto anche ai lavoratori autonomi.

CREDITO D’IMPOSTA
Importo investimento Investimento dal 16.11.2020 al 31.12.2021
(o entro 30.6.2022 (1))
Investimento
dal 1.1.2022 al 31.12.2022
(o entro 30.6.2023 (2)) 
Fino a € 1.000.000
per strumentali immateriali diversi da Allegato B
10%

15% per investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile.

6%
Fino a € 2.000.000 per strumentali materiali diversi da Allegato A
1) a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari almeno al 20%
2) a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari almeno al 20%

Modalità di utilizzo del credito d’imposta

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il mod. F24, in 3 quote annuali di pari importo a decorrere

  • dall’anno di entrata in funzione dei beni diversi da quelli di cui ai predetti Allegati A e B, ovvero
  • dall’anno in cui è intervenuta l’interconnessione per gli investimenti in beni di cui agli Allegati A e B. Qualora l’interconnessione avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello di entrata in funzione, il credito d’imposta può essere fruito per la parte spettante riconosciuta per gli “altri beni” (nella misura del 10%-6%).

Per gli investimenti effettuati nel periodo intercorrente tra il 16 novembre 2020 ed il 31 dicembre 2021 da parte dei soggetti con ricavi/compensi inferiori a € 5 milioni il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale.

Si segnala che, ai fini della compensazione, non si applica:

  • il limite pari a € 1.000.000 annui ex art. 34, Legge n. 388/2000;
  • il limite pari a € 250.000 annui previsto per i crediti da indicare nel quadro RU del mod. REDDITI ex art.1, comma 53, Legge n. 244/2007;
  • la previsione di cui all’art. 31, DL n. 78/201 che vieta la compensazione, fino a concorrenza dell’importo dei debiti, di ammontare superiore a € 1.500, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali il termine di pagamento è scaduto.

Il credito non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte dirette ed IRAP; non rileva ai fii del rapporto di cui agli articoli 61 e 109 TUIR.

Il credito è cumulabile con altre agevolazioni che riguardano i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non superi il costo sostenuto (tenuto conto anche della non imponibilità ai fini delle imposte dirette ed IRAP).

Adempimenti

Esclusivamente con riferimento al credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali ed immateriali “Industria 4.0” di cui ai citati Allegati A e B è richiesta:

  • un’apposita comunicazione al MISE, al quale è demandata l’individuazione delle modalità e dei termini di invio della stessa;
  • la predisposizione di una perizia asseverata/attestato da cui risulti che i beni possiedono le caratteristiche tecniche previste e la relativa interconnessione al sistema aziendale (comma 1062).

Per i beni di costo unitario pari o inferiore a € 300.000, la perizia può essere sostituita da una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Relativamente a tutte le tipologie di investimenti il soggetto beneficiario è tenuto a conservare, a pena di revoca dell’agevolazione, la documentazione attestante l’effettivo sostenimento del costo e la corretta determinazione dell’importo agevolabile.

Le fatture e i documenti di acquisizione relativi a tutte le tipologie di investimenti, devono riportare l’espresso riferimento alle disposizioni normative in esame. A tal fine, può essere utilizzata la seguente dicitura:

“Acquisto per il quale è riconosciuto il credito d’imposta ex art.1, commi da 1051 a 1063, Legge n. 178/2020”

 

Cessione del bene agevolato

Qualora il bene agevolato sia ceduto a titolo oneroso o destinato a strutture produttive situate all’estero (anche appartenenti allo stesso soggetto) entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione / interconnessione, il credito d’imposta è ridotto in misura corrispondente, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo.

Il maggior credito, se utilizzato in compensazione, va riversato entro il termine di versamento del saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verifica il predetto evento, senza sanzioni ed interessi.

È prevista l’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 35 e 36 dell’art. 1, Legge n. 205/2017 (Finanziaria 2018) in materia di investimenti sostitutivi. 


Credito R&S, innovazione tecnologica, attività innovative
(articolo 1, comma 1064, lett. da a) a h)

È’ prorogato al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative introdotto dall’art. 1, commi da 198 a 208, Legge n. 160/2019 (Finanziaria 2020).

La misura del credito spettante, differenziata a seconda dell’attività, è stata ridefinita come segue.

Attività Credito d’imposta
Attività di ricerca e sviluppo 20% della base di calcolo
limite massimo € 4.000.000
Attività di innovazione tecnologica 10% della base di calcolo
limite massimo € 2.000.000
Attività di innovazione tecnologica finalizzata a realizzare prodotti / processi di produzione nuovi o sostanzialmente rigenerati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica / innovazione digitale 4.0 15% della base di calcolo,
limite massimo € 2.000.000
Attività innovative di design e ideazione estetica 10% della base di calcolo,
limite massimo € 2.000.000

È inoltre previsto l’obbligo di asseverare la relazione tecnica illustrante le finalità, i contenuti ed i risultati delle attività ammissibili predisposta dal responsabile delle attività aziendali/progetto o sottoprogetto ovvero, per le attività commissionate a terzi, dal soggetto che esegue tali attività. 


Bonus Formazione 4.0
(articolo  1, comma 1064, lett. i) e l)

Il credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale “Impresa 4.0” (c.d. “Bonus Formazione 4.0”) di cui all’art. 1, commi da 46 a 56, Legge n. 205/2017 (Finanziaria 2018) è riconosciuto per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022.

Inoltre, è prevista l’estensione della tipologia di costi agevolabili, individuati dall’art. 31, comma 3, Regolamento (UE) n. 651/2014. Pertanto, il credito spetta relativamente a:

  • spese del personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione (spese di viaggio, materiali / forniture con attinenza diretta al progetto, ammortamento degli strumenti / attrezzature per la quota da riferire all’uso esclusivo per il progetto di formazione). Sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione di quelle minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;
  • costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • spese del personale relative ai partecipanti alla formazione e spese generali indirette (amministrative, di locazione, generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione. 

Credito d’imposta per adeguamento ambienti di lavoro
(commi 1098-1100)

La possibilità di utilizzare il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro – di cui alla nostra precedente comunicazione – è ora disposta dal 1 gennaio al 30 giugno 2021 e non più per tutto l’anno 2021. Si anticipa quindi il termine precedentemente previsto per esercitare l’opzione della cessione del credito (31 dicembre 2021) al 30 giugno 2021.

Il comma 1099 modifica anche il termine precedentemente previsto per esercitare l’opzione della cessione del credito: la norma prevede che i soggetti beneficiari del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro possono optare per la cessione dello stesso fino al 30 giugno 2021.

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