Decreto Sostegni-bis: le principali misure fiscali e in materia di contributi alle imprese

In sede di conversione potrebbero essere apportate modifiche

 

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 25.05.2021, n. 123, il D.L. 25.05.2021 n. 73, recante “Misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”, in vigore dal 26.05.2021.

Di seguito commentiamo le disposizioni di maggior rilievo, segnalando che, in sede di conversione, potrebbero essere apportate modifiche. Alcune norme, inoltre, necessitano di decreti attuativi.

 

Contributo a fondo perduto (art. 1)

 

La disposizione contiene tre nuove tipologie di contributo:

  • un contributo “automatico”, a favore dei soggetti già beneficiari del contributo del “D.L. Sostegni” (commi 1-4);
  • un contributo “alternativo” a quello automatico, che consente di ricalcolare il beneficio e di richiedere la quota maggiormente spettante (commi 5-9). Tale misura cela, al suo interno, una più favorevole modalità di calcolo del contributo, nei confronti dei soggetti che non hanno beneficiato del contributo previsto dal “D.L. Sostegni” (comma 10);
  • un contributo “con finalità perequativa”, a favore dei soggetti che hanno subito un peggioramento del risultato di esercizio (anziché del fatturato) (comma 16).

Tutte le forme di contributo spettano nella misura massima di 150 milioni di euro, non rilevano ai fini delle imposte dirette ed IRAP, né ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi/componenti negativi ex art.t. 61 e 109 TUIR.

Contributo “automatico”

A favore dei soggetti economici con partita IVA attiva alla data del 26 maggio 2021, che abbiano richiesto ed ottenuto il contributo di cui al decreto “Sostegni”, e non lo abbiano restituito né lo abbiano indebitamente percepito, è riconosciuto un contributo ulteriore automatico, della stessa misura del precedente.

Il contributo non necessita di alcuna istanza: sarà accreditato dall’Agenzia delle entrate sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato versato il precedente contributo, oppure sarà riconosciuto un credito d’imposta se il richiedente, per il precedente contributo, ha effettuato tale scelta.

Contributo “alternativo”

Tale contributo considera un diverso periodo temporale di riferimento ai fini del calcolo della riduzione del fatturato/corrispettivi.

È riconosciuto ai soggetti (esercenti attività d’impresa, lavoro autonomo, titolari di reddito agrario ex art. 32 TUIR):

  • con partita IVA attiva alla data del 26 maggio 2021;
  • con ricavi/compensi 2019 non superiore a 10 milioni di euro;
  • con un calo di fatturato/corrispettivi, tale che l’ammontare medio mensile degli stessi del periodo 1 aprile 2020-31 marzo 2021 sia inferiore almeno del 30% rispetto al corrispondente ammontare medio mensile del periodo 1 aprile 2019-31 marzo 2020.

La misura del contributo “alternativo” è stabilita in percentuali diverse, a seconda se:

  • il soggetto ha già beneficiato del contributo ex DL 41/2021 (e, di conseguenza, di quello “automatico”): le percentuali sono identiche a quelle previste per il contributo a fondo perduto del decreto “Sostegni” (D.L. 41/2021). In tal caso, dall’importo determinato è scomputato il contributo “automatico” e all’operatore economico è riconosciuto solo il maggior valore (se dalla rideterminazione deriva un minor valore, la differenza rispetto al contributo “automatico” non va restituita);
  • il soggetto non ha beneficiato del contributo ex DL 41/2021 (e, quindi, neppure del contributo “automatico”): il tal caso le percentuali sono più elevate di quelle previste per il precedente contributo.

Soggetti con ricavi/compensi:

Soggetti che hanno beneficiato del CFP ex DL 41/2021

Soggetti che non hanno beneficiato del CFP ex DL 41/2021

Non superiori a 100.000 euro

60%

90%

Superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro

50%

70%

Superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro

40%

50%

Superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro

30%

40%

Superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro

20%

30%

Misura massima: 150.000 euro

Per il contributo alternativo è prevista la presentazione di un’istanza, entro un termine che dovrà essere stabilito con apposito provvedimento dell’Agenzia delle entrate. Tali soggetti dovranno in ogni caso, prima della presentazione dell’istanza, trasmettere la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA relativa al primo trimestre 2021 (scadenza: 31 maggio 2021).

Il contributo, analogamente a quello previsto dal decreto Sostegni, è fruito direttamente tramite accreditamento sul c/c bancario o postale, o tramite credito d’imposta.

Contributo perequativo a seguito del peggioramento del risultato economico

La terza forma di contributo spetta ai soggetti (imprese, lavoratori autonomi, titolari di reddito agrario ex art. 32 TUIR):

  • con partita IVA attiva alla data del 26 maggio 2021,
  • con un volume di ricavi/compensi non superiore a 10 milioni di euro nel 2019 (con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare),
  • a condizione che vi sia un peggioramento del risultato economico 2020 rispetto a quello del 2019, in misura pari o superiore alla percentuale definita con un decreto del Ministero delle finanze.

Il contributo è determinato applicando alla suddetta differenza positiva (ovvero, risultato economico 2020 meno risultato economico 2019) una percentuale che dovrà essere stabilita con uno specifico decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.

La percentuale si applica alla predetta differenza, al netto dei contributi a fondo perduto riconosciuti dall’inizio dell’emergenza sanitaria (cioè, dal decreto Rilancio, quelli automatici del DL “Agosto” e DL Ristori e DL “Natale”, DL Sostegni e DL Sostegni-bis).

Per la richiesta del contributo è prevista la presentazione di un’istanza, entro un termine che dovrà essere stabilito con apposito provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

Quale condizione per la presentazione dell’istanza, ad oggi è richiesta la preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi per il 2020, entro la data del 10 settembre 2021.

Tale forma di contributo è subordinata ad autorizzazione comunitaria.


Sostegno alle attività economiche chiuse (art. 2)
 

Viene istituito un fondo per il sostegno delle attività economiche “chiuse” con una dotazione di 100 milioni di euro. Per accedere al contributo, le attività devono essere state chiuse per almeno 4 mesi nel periodo compreso fra il 1 gennaio 2021 e la data di conversione del Decreto Sostegni Bis.

L’attuazione della misura è prevista tramite un decreto del MISE, di concerto con il Ministero dell’economia e finanze, da emanarsi entro il 25 giugno 2021.


Credito di imposta canoni di locazione e affitto d’azienda (art. 4)

Viene esteso il credito d’imposta per canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda (art. 28, DL. 34/20), per i mesi da gennaio a maggio 2021.

Il beneficio spetta se l’ammontare medio del fatturato e dei corrispettivi del periodo compreso tra il 1 aprile 2020 e il 31 marzo 2021 è inferiore di almeno il 30% rispetto all’ammontare del periodo 1 aprile 2019-31 marzo 2020.

Per le imprese del comparto turistico-recettivo (alberghi, agenzie di viaggio e tour operator) la misura è estesa fino a luglio 2021. 


Agevolazioni Tari (art. 6)

 

In relazione al perdurare dell'emergenza Covid, al fine di attenuare l'impatto finanziario sulle categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell'esercizio delle rispettive attività, è istituito un fondo con una dotazione di 600 milioni di euro per l'anno 2021, finalizzato alla concessione da parte dei comuni di una riduzione della Tari o della Tari corrispettiva, in favore delle predette categorie economiche.

I Comuni possono concedere riduzioni della Tari in misura superiore alle risorse assegnate, a valere su risorse proprie o sulle risorse assegnate nell'anno 2020 e non utilizzate, escludendo in ogni caso la ripartizione degli oneri a carico della rimanente platea degli utenti del servizio rifiuti. Resta fermo, in ogni caso, che l'ammontare massimo delle agevolazioni riconoscibile dallo Stato è quello determinato nei limiti delle risorse ripartite.

I Comuni possono determinare, nel rispetto di criteri di semplificazione procedurale e, ovunque possibile, mediante strumenti telematici, le modalità per l'eventuale presentazione della comunicazione di accesso alla riduzione da parte delle attività economiche beneficiarie.

Le risorse assegnate eventualmente non utilizzate per tali finalità sono recuperate nell'anno 2022.


Proroga termini agente riscossione (art. 9)
 

Con il DL n. 73/2021, c.d. “Decreto Sostegni-bis” sono stati prorogati i termini in materia di notifica delle cartelle di pagamento nonché di versamento delle relative somme.

In particolare, il Legislatore ha disposto la proroga dal 30.4 al 30.6.2021 della sospensione dei versamenti delle somme derivanti da cartelle di pagamento / avvisi di accertamento esecutivi, ecc., con la conseguenza che gli stessi dovranno essere effettuati entro il 31.7.2021 (anzichè entro il 31.5), differito al 2.8.2021 in quanto il 31.7 cade di sabato.

Recentemente l’Agenzia delle Entrate - Riscossione ha aggiornato i chiarimenti (FAQ) presenti sul sito: https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/covid-19/faq covid/in merito alle predette nuove disposizioni riguardanti la sospensione dei versamenti delle somme derivanti da cartelle di pagamento, ecc. nonché alla proroga dei versamenti delle rate 2020 e 2021 relative alla “rottamazione dei ruoli” / “saldo e stralcio” disposta dal DL n. 41/2021, c.d. “Decreto Sostegni”.

L’Agenzia conferma che il contribuente può richiedere la rateizzazione della somma dovuta, presentando una specifica domanda entro il 31.7.2021. La stessa Agenzia conferma altresì che, con riguardo all’annullamento automatico dei debiti fino a € 5.000, è necessario attendere lo specifico Decreto del MEF che individuerà le modalità e le date dell’annullamento.  


Plastic Tax – Proroga (art. 9, comma 3)
 

È differita al 1° gennaio 2022 l’efficacia delle disposizioni istitutive della cd. “plastic tax” ovvero dell’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego. 


Recupero Iva su credito non riscossi nelle procedure concorsuali (art. 18)
 

L’articolo 18 incide sulla disciplina della variazione dell’imponibile IVA o dell’imposta dovuta e, dunque, sul diritto di portare in detrazione l’imposta corrispondente alle variazioni in diminuzione, nel caso di mancato pagamento del corrispettivo legato a procedure concorsuali ed esecutive individuali.

In particolare, per le procedure concorsuali viene ripristinata la possibilità di esercitare il diritto alla detrazione da mancato pagamento - emettendo nota di credito IVA – già a partire dalla data in cui il cedente o il prestatore è assoggettato a una procedura concorsuale, in luogo di dover attendere l’infruttuoso esperimento della stessa.

La condizione di infruttuosità della procedura, ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione, permane per le procedure esecutive individuali.

La disposizione si applica alle procedure concorsuali avviate in seguito alla data di entrata in vigore del decreto in esame (cioè, 26 maggio 2021). 


Proroga degli incentivi per la cessione di crediti e Ace innovativa 2021 (art. 19)
 

E’ prorogata al 31 dicembre 2021 la possibilità riconosciuta alle società che cedono a titolo oneroso crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti di trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate (Deferred Tax Assets, DTA).

La disposizione introduce altresì un regime transitorio straordinario della disciplina dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica) per gli aumenti di capitale fino a 5 milioni di euro, che prevede anche la possibilità di trasformare il relativo beneficio fiscale in credito d’imposta compensabile per il 2021.

La norma stabilisce inoltre che nel 2021, per la variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura del periodo d’imposta precedente, l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale è pari al 15 per cento (rispetto al coefficiente ordinario di remunerazione dell’1,3 per cento). 


Credito d’imposta beni strumentali nuovi (art. 20)
 

L’articolo 20 consente anche ai soggetti con un volume di ricavi o compensi non inferiori a 5 milioni di euro – in precedenza, la facoltà era consentita unicamente ai soggetti con ricavi inferiori a tale limite - di usufruire in un’unica quota annuale del credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, a condizione che:

  • si tratti di investimenti in beni strumentali materiali diversi dai beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0 (beni diversi da quelli indicati nell’allegato A annesso alla legge di bilancio 2017);
  • gli investimenti siano effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 

Estensione limite annuo di compensazione per l’anno 2021 (art. 22)
 

E’ modificato, per l'anno 2021, il limite annuo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, elevandolo a 2 milioni di euro (il limite ordinariamente stabilito nella misura di 700.000 euro era stato già aumentato, per l'anno 2020, portandolo a 1 milione di euro). 


Credito d’imposta per la sanificazione e acquisto dispositivi di protezione (art. 32)
 

La disposizione reintroduce per i soggetti esercenti attività d'impresa, arti e professioni, gli enti non commerciali, nonché per le strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale, un credito di imposta nella misura del 30 per cento di alcune spese sostenute nei mesi di giugno, luglio ed agosto 2021 per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione.

Sono ammissibili al credito d'imposta le spese sostenute per:

  • a) la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l'attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell'ambito di tali attività;
  • b) la somministrazione di tamponi a coloro che prestano la propria opera nell'ambito delle attività lavorative e istituzionali esercitate dai soggetti ammessi all’agevolazione;
  • c) l'acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • d) l'acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  • e)'acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lett. c) quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  • f) l'acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Si segnala che:

  • il credito d'imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione;
  • non si applicano i limiti di cui all'art. 1, c. 53 L. 244/2007 e di cui all'art. 34 L. 388/2000;
  • il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini Irap e non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, c. 5 Tuir.

Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate sono stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta, al fine del rispetto del limite di spesa.  


Misure in favore dell’acquisto della casa di abitazione (art. 64, cc. 6-11)

 

Sono introdotte alcune agevolazioni per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione effettuate nel periodo 26 maggio 2021-30 giugno 2022, di abitazioni non di lusso, a favore di soggetti che non hanno compiuto il 36° anno di età ed aventi un ISEE non superiore a 40.000 euro:

  • esenzione dall'imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale in relazione ad atti traslativi della proprietà - nonché atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell'usufrutto, dell'uso e dell'abitazione - riferiti alle "prime case". Il beneficio si applica quando ricorrano le condizioni per l'applicazione dell'aliquota del 2% dell'imposta di registro, ai sensi della nota II-bis, art.1, tariffa, parte prima, del testo unico delle disposizioni sull'imposta di registro;
  • nel caso di cessione soggetta ad IVA, all’acquirente è riconosciuto un credito d’imposta di pari ammontare, che può essere compensato;
  • è altresì prevista l’esenzione da imposta di registro, bollo, ipo-catastali, concessioni governative, dei finanziamenti erogati per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione.  

Misure urgenti a sostegno della filiera della stampa e investimenti pubblicitari (art. 67)
 

È riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e periodici che stipulano, anche attraverso le associazioni rappresentative, accordi di filiera orientati a garantire la sostenibilità e la capillarità della diffusione della stampa, in particolare nei piccoli comuni e nei comuni con un solo punto vendita di giornali, un credito d’imposta fino al 30 per cento delle spese sostenute nell’anno 2020 per la distribuzione delle testate edite, risultanti da apposita attestazione. Il credito d’imposta è concesso entro il tetto di spesa di 60 milioni di euro per l’anno 2021, non è cumulabile con il contributo diretto alle imprese editrici di quotidiani e periodici, è utilizzabile esclusivamente in compensazione. L’efficacia della disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea (cc. 1-6).

Per l'anno 2021, l’IVA relativa al commercio di giornali quotidiani e di periodici e dei relativi supporti integrativi può applicarsi, in deroga al regime vigente, in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione delle rese del 95 per cento (in luogo dell’80 per cento previsto in via ordinaria) (c. 7).

È esteso agli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti radiofoniche e televisive il regime speciale di credito d'imposta previsto per il biennio 2021–2022 dalla legge di bilancio 2021 per gli investimenti pubblicitari su quotidiani e periodici.

Con riferimento al bonus pubblicità (originariamente introdotto dall’’art. 57-bis, DL n. 50/2017), rammentiamo che per il 2020:

  • l’art. 98, DL n. 18/2020, c.d. “Decreto Cura Italia”, aveva disposto la concessione del bonus nella misura unica del 30% degli investimenti effettuati (anziché del 75% degli investimenti incrementali);
  • l’art. 186, DL n. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancio”, aveva:
    - aumentato la predetta percentuale al 50% degli investimenti effettuati;
    - esteso il beneficio anche agli investimenti effettuati su emittenti televisive/ radiofoniche nazionali non partecipate dallo Stato (anziché esclusivamente locali) analogiche o digitali.

L’art. 1, comma 608, Legge n. 178/2020, Finanziaria 2021, ha introdotto il comma 1-quater al citato art. 57-bis, prevedendo l’estensione anche per il 2021 e il 2022 del bonus a favore delle imprese / enti non commerciali / lavoratori autonomi che investono in “campagne pubblicitarie” su giornali quotidiani / periodici, anche in formato digitale, nella misura unica del 50% degli investimenti effettuati, entro il limite massimo di € 50 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022 (per tale periodo è comunque possibile beneficiare anche del bonus relativo agli investimenti radio - TV applicando le “vecchie” regole).

Ora, il Decreto in esame riscrive il citato comma 1-quater:

  • confermando che per il 2021 e 2022 il c.d. “Bonus pubblicità” è concesso, alle imprese / enti non commerciali / lavoratori autonomi nella misura unica del 50% degli investimenti effettuati;
  • incrementando a € 90 milioni il limite massimo di spesa per ciascun anno.

Si segnala che il bonus in esame è soggetto ai limiti della normativa UE sugli Aiuti di Stato “de minimis” e al rispetto degli stanziamenti annuali.

Come previsto dall’art. 5, DPCM n. 90/2018, i soggetti interessati devono presentare (direttamente o tramite un intermediario abilitato), nel periodo 1.3 – 31.3 di ciascun anno, un’istanza telematica contenente i dati relativi agli investimenti effettuati o da effettuare (a carattere “prenotativo”), tramite la specifica piattaforma resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposito modello.

Successivamente gli stessi devono inviare la dichiarazione degli investimenti effettuati nell’anno. Per il 2021, la presentazione della predetta istanza può essere effettuata nel periodo 1.9 - 30.9.2021. Le istanze presentate nel periodo 1.3 - 31.3.2021 sono comunque valide.

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