“Decreto Ristori bis”: le principali novità fiscali

 

Misure a sostegno delle attività produttive e dei lavoratori che subiscono limitazioni alla propria attività

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 149 del 9/11/20 (c.d. “Decreto Ristori Bis”): la norma dispone misure a sostegno delle attività produttive e dei lavoratori che subiscono limitazioni alla propria attività, a seguito del DPCM 3/11/20. La normativa integra quanto disposto dal “Decreto Ristori ”(D.L. n. 137 del 28/10/20), emanato per sostenere le attività economiche la cui attività è stata ridotta per effetto del DPCM 24/10/20.

Di seguito illustriamo le principali novità in materia fiscale.


Contributo a fondo perduto (art. 1 del D.L. 137/2020 e artt. 1 e 8 co. 5 e 6 del D.L. 149/2020)

Ricordiamo che il Decreto Ristori, n. 137/20, ha previsto un nuovo contributo a fondo perduto per gli operatori IVA dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte dal DPCM 24.10.2020. In particolare, si tratta dei soggetti che: 

  • hanno la partita IVA attiva alla data del 25/10/20;
  • dichiarano di svolgere come attività prevalente, ai sensi dell’art. 35 del DPR 633/72, una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al decreto (tra cui bar, pasticcerie, gelaterie, ristoranti, piscine, palestre, teatri, cinema, alberghi). Considerata la “nuova” rilevanza del codice attività, va opportunamente verificata la corrispondenza tra la situazione attuale e quanto desumibile dal Cassetto fiscale.

L’art. 1 del D.L. 149/2020 ha ampliato i codici ATECO che possono fruire del contributo a fondo perduto, mediante la previsione di un nuovo Allegato 1 che sostituisce il precedente. Possono comunque essere individuati ulteriori codici ATECO con uno o più DM (art. 8 co. 5 del D.L. 149/2020).

Si allega l’elenco “aggiornato” dal D.L. n. 149/2020 delle attività interessate dal contributo.

(Allegato 1)

Soggetti con ricavi superiori a 5 milioni di Euro

Possono beneficiare dell’agevolazione anche i soggetti con ricavi/compensi 2019 superiori a 5 milioni di Euro (esclusi dal contributo previsto dall’articolo 25 del D.L. Rilancio).

Calo del fatturato

Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il contributo spetta anche in assenza di tale requisito ai soggetti riportati nell’Allegato 1 che hanno attivato la partita IVA dall’1.1.2019.

Modalità di erogazione del contributo

Il contributo:

  • per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo ex art. 25 del D.L. 34/2020, è corrisposto dall’Agenzia delle Entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo;
  • per i soggetti che non hanno già beneficiato del contributo ex art. 25 del D.L. 34/2020, è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza (un provvedimento definirà i termini di presentazione).

Determinazione del contributo

L’ammontare è determinato:

  • per i soggetti che hanno già beneficiato del precedente contributo, come quota percentuale (50%, 100%, 150%, 200% o 400%) dell’importo già erogato ai sensi dell’art. 25 del D.L. 34/2020;
  • per i soggetti che non hanno presentato istanza per il riconoscimento del precedente contributo, come quota percentuale (50%, 100%, 150%, 200% o 400%) del valore calcolato sulla base dei criteri stabiliti dall’art. 25 co. 4, 5 e 6 del D.L. 34/2020 – ovvero, applicando alla riduzione del fatturato / corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019 specifiche percentuali, differenziate in base ai ricavi / compensi 2019 (20% fino ad Euro 400.000, 15% da Euro 400.000 a Euro 1.000.000 e 10% da Euro 1.000.000 a Euro 5.000.000). Qualora l’ammontare dei ricavi o compensi di tali soggetti sia superiore a 5 milioni di Euro, il valore è calcolato applicando la percentuale del 10%. Per i soggetti che hanno beneficiato del contributo ex art. 25 del D.L. n. 34/2020 e che hanno attivato la partita IVA dall’1.1.2019 il nuovo contributo spetta, anche in assenza dei requisiti di fatturato, applicando la percentuale di ristoro alla misura minima pari a Euro 1.000/2.000 (rispettivamente, per le persone fisiche o gli altri soggetti).

Le predette quote percentuali (50%, 100%, 150%, 200% o 400%) sono differenziate per settore economico e sono riportate nell’Allegato 1.

L’ammontare del contributo a fondo perduto non può essere comunque superiore a 150.000 Euro.

Incremento del 50% per alcune attività nelle c.d. “zone rosse” o “arancioni”

Il contributo a fondo perduto è aumentato di un ulteriore 50% rispetto alla quota indicata nell’Allegato 1 per determinate attività con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto individuate con le ordinanze del Ministro ai sensi degli artt. 2 e 3 del DPCM 3.11.2020 (c.d. “zone rosse e arancioni”).

Si tratta, in particolare, delle seguenti:

  • gelaterie e pasticcerie, anche ambulanti (codici ATECO 561030 e 561041);
  • bar e altri esercizi simili senza cucina (563000);
  • alberghi (551000).

La quota percentuale è quindi elevata, in tali casi, dal 150% al 200%.

Irrilevanza fiscale

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione netta ai fini IRAP (per effetto del rimando all’art. 25 co. 7 del D.L. 34/2020).

Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato

Il contributo viene riconosciuto nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dal quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, di cui alla comunicazione 19.3.2020 C(2020) 1863 final e successive modifiche.  


Contributo a fond perduto per gli operatori dei centri commerciali (art. 1 co. 4 e 5 del D.L. 149/2020)

Nell’anno 2021 è riconosciuto un contributo a fondo perduto alle seguenti categorie:

  • gli operatori con sede operativa nei centri commerciali,
  • gli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle misure restrittive del DPCM 3.11.2020.

Il contributo sarà erogato previa presentazione di apposita istanza, con modalità da determinare.

La quantificazione avviene in modo diverso a seconda se i soggetti svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO rientranti o meno nell’Allegato 1.

In dettaglio:

  • se tali soggetti svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che rientrano nell’Allegato 1 al DL 149/2020, il contributo è determinato entro il 30% del contributo a fondo perduto di cui all’ 1 del DL 137/2020;
  • qualora, invece, l’attività prevalente non rientri nell’Allegato 1, il contributo spetta alle condizioni stabilite dai co. 3 e 4 del DL 137/2020 (quindi calo del fatturato o partita IVA attiva dall’1.1.2019) ed è determinato entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e dei criteri stabiliti dai co. 4, 5 e 6 dell’ 25 del DL 34/2020. 

Contributo a fond perduto per i soggetti interessati dalle nuove misure restritive delle c.d. zone rosse (artt. 2 e 8 co. 5 e 6 del D.L. 149/2020)

Soggetti beneficiari

Si tratta dei soggetti che:

  • hanno la partita IVA attiva alla data del 25.10.20;
  • dichiarano di svolgere come attività prevalente, ai sensi dell’art. 35 del DPR 633/72, una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2 al D.L. 149/2020 (tra cui, ad esempio, grandi magazzini, numerose attività di commercio al dettaglio, istituti di bellezza);
  • hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministro della Salute adottate ai sensi dell’art. 3 del DPCM 3.11.2020 e dell’art. 30 del D.L. 149/2020 (c.d. “zone rosse”).

Determinazione del contributo

Il valore del contributo è calcolato sulla base delle disposizioni di cui all’art. 1 co. 3 – 11 del D.L. 137/2020, con le percentuali riportate nell’Allegato 2 (che attualmente prevede un’unica percentuale pari al 200% per tutti i codici ATECO indicati).

(Allegato 2)

Il richiamo alle disposizioni citate comporta che:

  • il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (o in assenza di tale requisito ai soggetti che hanno attivato la partita IVA dall’1.1.2019);
  • per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo ex art. 25 del D.L. 34/2020, è corrisposto dall’Agenzia delle Entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo; per i soggetti che non hanno presentato istanza per il riconoscimento è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza (un provvedimento definirà i termini di presentazione);
  • l’ammontare del contributo a fondo perduto non può essere comunque superiore a 150.000 Euro.

Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato

Il contributo viene riconosciuto nei limiti e alle condizioni del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, di cui alla comunicazione della Commissione Europea 19.3.2020 C (2020) 1863 final e successive modifiche. 


Credito d'imposta locazione non abitativa (art. 8 D.L. 137/2020 e art. 4 D.L. 149/2020)

Il Decreto Ristori Bis estende il credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili a uso non abitativo, previsto dal Decreto Ristori (articolo 8 D.L. 137/2020) con riferimento ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 (rimandiamo alla nostra precedente comunicazione).

Per effetto dell’ampliamento, l’agevolazione si applica anche:

  • alle imprese operanti nell’Allegato 2, con sede operativa nelle “zone rosse”;
  • alle imprese che svolgono le attività con codici ATECO 79.1, 79.11 e 79.12 (cioè, agenzie di viaggio e tour operator) con sede operativa nelle “zone rosse”.

Si ritiene che l’agevolazione, al pari di quella prevista dal Decreto Ristori, si applichi indipendentemente dai ricavi o compensi registrati nel periodo d’imposta precedente. 


Cancellazione della seconda rata Imu - zona rossa  (art. 9 del D.L. 137/2020 e art. 5 del D.L. 149/2020)

In aggiunta all’esenzione dal pagamento della seconda rata IMU disposta dal decreto “Agosto” (D.L. 104/2020) e dal Decreto Ristori, il nuovo Decreto Ristori Bis ne prevede un’estensione dell’ambito soggettivo.

Il versamento della seconda rata IMU, in scadenza il 16 dicembre 2020, non è pertanto dovuta per gli immobili e relative pertinenze in cui si esercitano le attività riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2 al decreto in commento, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate e che gli immobili siano ubicati nella “zona Rossa”. 


Secondo acconto delle imposte per i soggetti ISA (art. 6 del D.L. 149/2020)

La disposizione prevede un’estensione dell’ambito soggettivo della proroga al 30 aprile 2021 per il pagamento della seconda rata o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovuto per il 2020 (per i “solari”), già disposta dall’articolo 98 D.L. 10/2020.

La disposizione originaria, si ricorda, aveva previsto:

  • la proroga al 30 aprile 2021 del versamento dei seguenti tributi: secondo o unico acconto delle imposte dirette e IRAP dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (quindi, 2020 per i “solari”). Vi rientrano anche le imposte sostitutive (cedolare secca, imposta sostitutiva dei forfetari e dei soggetti in regime di vantaggio), le addizionali, le imposte patrimoniali (IVIE e IVAFE), per le quali si applicano i medesimi criteri di versamento dell’acconto;
  • la proroga riguarda i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA, che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del MEF (pari a Euro 5.164.569). Vi rientrano i soggetti forfetari, quelli in regime di vantaggio, nonché quelli che presentano altre cause di esclusione o di inapplicabilità degli ISA (inizio attività, etc.), i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese che presentano i requisiti descritti, oppure i soggetti che dichiarano i redditi “per trasparenza”;
  • la proroga spetta a condizione che vi sia stato un calo di fatturato: nel primo semestre dell’anno 2020 l’ammontare del fatturato o dei corrispettivi deve essere diminuito di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il Decreto Ristori Bis interviene su quest’ultimo requisito, prevedendo che la proroga si applica indipendentemente dal calo del fatturato/corrispettivi per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA):

  • operanti nei settori indicati nel nuovo Allegato 1 al decreto in esame (che sostituisce l’allegato 1 al D.L. Ristori, n. 137/20) e nell’Allegato 2 al medesimo decreto Ristori Bis, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle zone Rosse;
  • esercenti attività di gestione di ristoranti nelle zone Arancioni.

Non si fa luogo a rimborso di quanto già versato. 


Sospensioe dei versamenti tributari (articolo 7 del D.L. 149/2020)

L’articolo 7 del Decreto Ristori Bis prevede la sospensione dei versamenti fiscali che devono essere effettuati dai soggetti coinvolti dalle nuove restrizioni.

In particolare, la sospensione riguarda i termini che scadono nel mese di novembre 2020 relativi:

  • ai versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati di cui agli articoli 23 e 24 DPR n. 600/73, e relative addizionali regionali e comunali, operate in qualità di sostituti d’imposta;
  • ai versamenti relativi all’IVA. Vi rientra, quindi, il versamento dell’IVA in scadenza il 16 novembre 2020, relativo al mese di ottobre (per i mensili) o al terzo trimestre (per i trimestrali), nonché il versamento in scadenza a fine novembre relativo all’IVA dovuta sugli acquisti intracomunitari e da soggetti non residenti, da parte di enti non commerciali e produttori agricoli esonerati.

I beneficiari della sospensione

L’ambito soggettivo tiene conto delle disposizioni in materia di limitazione allo svolgimento delle attività nelle varie aree del territorio nazionale con il DPCM 3 novembre 2020. Possono beneficiare della sospensione i soggetti che esercitano:

  • le attività economiche sospese ai sensi dell’art. 1 del DPCM 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale. Si tratta, ad esempio, delle attività di spettacolo, delle sale da ballo e discoteche, delle sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, delle attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e termali, delle attività dei musei, delle mostre, dei convegni, dei congressi e degli altri eventi;
  • le attività dei servizi di ristorazione con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle zone Rosse o Arancioni del territorio;
  • le attività economiche individuate nell’Allegato 2 al Decreto Ristori Bis (vi rientrano varie attività di commercio al dettaglio, quali il tessile-abbigliamento, mobili ovvero istituti di bellezza, etc.) ovvero esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o quella di tour operator nelle zone Rosse.

Salvo che per le attività dell’Allegato 2 e per quelle delle agenzie di viaggio e tour operator, i cui codici ATECO sono puntualmente individuabili, non vi sono altrettante precise indicazioni per quanto concerne le altre attività.

Sul tema è stato richiesto un pronunciamento ufficiale all’Agenzia delle entrate affinché, tramite un documento di prassi, indichi i codici ATECO aventi diritto alla sospensione.

Quando versare

I versamenti sospesi saranno effettuati, senza applicazioni di sanzioni o interessi, in unica soluzione entro il 16 marzo 2021, ovvero in forma rateizzata, con un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

Servizi correlati

Consulenza gestionale

Seguiamo l’azienda in ogni suo passo per definire le aree di forza, consigliarla su...
Scopri di più

Consulenza fiscale

Commercialisti, consulenti e professionisti nella gestione tributaria e fiscale, a disposizione...
Scopri di più

Fatturazione Elettronica - MYeBox

Fatturazione elettronica , uno strumento innovativo per la gestione dei corrispettivi...
Scopri di più

Regimi contabili

Il regime contabile di un’impresa, lavoratore autonomo o professionista, può...
Scopri di più

Redazione di bilancio

I nostri commercialisti accompagnano le aziende, di qualsiasi dimensioni esse siano, in una...
Scopri di più

Help Superbonus 110%

Il Superbonus 110% rappresenta una grande opportunità per il rilancio delle imprese...
Scopri di più

TARI: verifica tassa rifiuti

Per la verifica delle cartelle comunali della tassa rifiuti dovuta all’amministrazione...
Scopri di più

Agevolazioni e bonus per interventi edilizi e risparmio energetico

Negli ultimi anni le disposizioni per favorire gli interventi edilizi finalizzati al...
Scopri di più

Rimborso accise sul gasolio per autotrazione

Le imprese che esercitano attività di trasporto merci in conto proprio e/o in conto...
Scopri di più

Analisi finanziaria

Consulenti esperti visitano le imprese e ne analizzano: redditività, liquidità,...
Scopri di più

Welfare Aziendale

Il welfare aziendale è uno strumento a disposizione delle imprese per erogare bonus e...
Scopri di più