Sicurezza antincendio: i decreti che sostituiscono il DM 10 marzo 1998

 

Sono tre e trattano i contenuti indicati dall'art. 46 comma 3 del D.lgs 81/2008

I decreti che andranno a sostituire il DM 10 marzo 1998, che stabilisce i criteri per la valutazione del rischio incendi nei luoghi di lavoro, le misure di prevenzione e protezione da adottare e quelle organizzative e gestionali da attuare durante il normale esercizio dell’attività e in caso di incendio, trattano i contenuti indicati dall’art. 46 comma 3 del Dlgs 81/2008:

  1. Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell’art. 46 comma 3 lettera a punto 3 del decreto legislativo 81/2008 (“Decreto Controlli”).
  2. Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’art. 46 comma 3 lettera a punti 2 e 4 e lettera b del decreto legislativo 81/2008 (“Decreto GSA”).
  3. Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro ai sensi dell’art. 46 comma 3 lettera a punto 1 del decreto legislativo 81/2008 (“Decreto Minicodice”).

Il cosiddetto “Decreto Controlli”, il Decreto 1 settembre 2021 del Ministero dell'Interno pubblicato in Gazzetta n. 230 del 25-09-2021 e in vigore dal 25 settembre 2022, è costituito da un articolato normativo e da due allegati.

  • Allegato I: criteri generali per manutenzione, controllo periodico e sorveglianza impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio
    Per quanto riguarda “Manutenzione e controllo periodico”, il datore di lavoro deve predisporre un registro dei controlli dove siano annotati i controlli periodici e gli interventi di manutenzione su impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, secondo le cadenze temporali indicate da disposizioni, norme e specifiche tecniche pertinenti, nazionali o internazionali, nonché dal manuale d’uso e manutenzione. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e a disposizione degli organi di controllo.
    La manutenzione e il controllo periodico di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio devono essere effettuati da tecnici manutentori qualificati, nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, secondo la regola dell’arte, in accordo a norme e specifiche tecniche pertinenti, ed al manuale di uso e manutenzione dell’impianto, dell’attrezzatura o del sistema di sicurezza antincendio.
    Per quanto riguarda la sorveglianza, invece, l’Allegato I prevede che, oltre all’attività di controllo periodico e alla manutenzione di cui al punto 1, le attrezzature, gli impianti e i sistemi di sicurezza antincendio devono essere sorvegliati con regolarità dai lavoratori normalmente presenti adeguatamente istruiti, mediante la predisposizione di idonee liste di controllo.
  • Allegato II: Qualificazione dei manutentori di impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio
    Sono fornite indicazioni su:
    • Responsabilità del tecnico manutentore qualificato
    • Requisiti in possesso del tecnico manutentore qualificato
    • Acquisizione dei requisiti da parte del tecnico manutentore qualificato con frequenza di apposito corso (con contenuti minimi del par. 1.3 erogato da docenti con requisiti indicati al par. 1.2) e valutazione dell’apprendimento (par. 1.4)
    • Esonero frequenza corso (se dimostrata attività di manutenzione da almeno 3 anni ovvero possesso di specifiche certificazioni volontarie) e accesso diretto alla valutazione dei requisiti (par. 1.4)
    • Indicazioni sull’aggiornamento del tecnico manutentore qualificato.

    Il Decreto stabilisce inoltre i requisiti per i “docenti” dei corsi di formazione per tecnico manutentore qualificato, i contenuti minimi della formazione e delle prove d’esame, della commissione esaminatrice e degli adempimenti amministrativi per conseguire la qualificazione.

Il cosiddetto “Decreto GSA”, Decreto 2 settembre 2021 (Gazzetta Ufficiale del 4 ottobre 2021) entrerà in vigore il 04/10/2022 e stabilisce i criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’art. 46 c. 3 lett. a) punti 2 e 4 e lett. b) del D. Lgs. 81/2008.

  • Il decreto nei suoi cinque allegati stabilisce norme per:
    • Gestione della sicurezza antincendio in esercizio
    • Gestione della sicurezza antincendio in emergenza
    • Corsi di formazione e aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio
    • Idoneità tecnica per addetti al servizio antincendio
    • Corsi di formazione e di aggiornamento dei docenti dei corsi antincendio
  • Una delle principali novità introdotte da questo decreto consiste nel fatto che il rischio incendio non si valuta più solo in funzione dei lavoratori presenti, ma anche in relazione al numero degli occupanti a qualsiasi titolo presenti all’interno dell’attività. L’Allegato I “Gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza” infatti stabilisce che il datore di lavoro è tenuto ad adottare le misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza, con l’obbligo di predisporre un piano di emergenza nei luoghi di lavoro ove sono occupati almeno 10 lavoratori; oppure nei luoghi di lavoro aperti al pubblico caratterizzati dalla presenza contemporanea di più di 50 persone, indipendentemente dal numero dei lavoratori, o ancora nei luoghi di lavoro che rientrano nell’allegato I al D.P.R. n. 151/2011.
  • In tutti gli altri casi sono da adottare misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio; riportate nel DVR (Documento di valutazione dei rischi).
    Il piano di emergenza riporta i nominativi dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e di gestione delle emergenze oltre alla necessità di pianificare ed attuare una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali in caso di incendio.
  • Tutti i lavoratori che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi, lotta antincendio o gestione delle emergenze, devono acquisire specifica formazione antincendio attraverso specifici aggiornamenti, i cui contenuti minimi sono riportati nell’Allegato III. Limitatamente alla parte teorica, è consentito utilizzare anche formazione in modalità FAD di tipo sincrono o e-learning.
    La durata delle attività formative sono individuate in tre gruppi di percorsi in funzione della complessità dell’attività e del livello di rischio, o del tipo di corso di corso se di formazione (FOR) o di aggiornamento (AGG).
  • In Allegato V sono riportate le indicazioni relative ai corsi di formazione e di aggiornamento riservati ai docenti dei corsi antincendio tenuti da personale del C.N.VV.F.. Anche per i docenti è prevista l’obbligatorietà dell’aggiornamento, attraverso corsi in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro nell’arco di cinque anni dalla data di rilascio dell’attestato di formatore, o dalla data di entrata in vigore del decreto per i docenti già in possesso di esperienza nel settore.

L’ultimo dei tre decreti, il cosiddetto “Decreto Minicodice” riguarda i criteri di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro di incendio e richiama l’impostazione del Codice di prevenzione incendi, proprio per uniformare il linguaggio della prevenzione incendi anche nei luoghi di lavoro.

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