In Francia, tra sfide e opportunità

 

Collaborazione tra Artser e France Impresa per dare supporto alle imprese interessate ad operare nel mercato francese

Attraverso questa intervista a Manuela Toni, titolare di France Impresa, indaghiamo le peculiarità del mercato francese nel segmento edilizia/ contract e le prospettive per il futuro.

Italia e Francia hanno sempre avuto un rapporto di odio e amore. Buona immagine del Made in Italy (agroalimentare, vino, design, arredamento, automotive, meccanica). Ad oggi come viene percepito il “prodotto italiano”. Possiamo pensare che le imprese possano fare di più e meglio?

Il settore edile è un volano per l’economia francese e la richiesta di manodopera specializzata è in forte crescita. La presenza italiana nel settore edile francese è storicamente confermata tra la fine dell’Ottocento e il periodo post Prima Guerra Mondiale: quando la richiesta di manovalanza per la ricostruzione ha determinato il fenomeno migratorio degli italiani in Francia. Naturalizzate francesi negli anni a seguire, sono molte le famiglie italiane che hanno avuto un’ascesa brillante nel settore delle costruzioni francesi a vocazione internazionale: Gino Valatelli, creatore della Société Auxiliaire d’Entreprises prima della fusione nel Gruppo Eiffage, Jean François Roverato, Direttore Generale in Eiffage. Contestualmente e fino agli anni 70, l’imprenditoria italiana si è radicata in Francia anche con l’apertura di strutture di piccola dimensione a carattere famigliare. Allo stato attuale, il fenomeno migratorio di massa degli italiani in Francia sembrerebbe terminato ma complice l’internazionalizzazione e l’attrattività del settore delle costruzioni del territorio francese, l’imprenditoria edile ed industriale italiana è fortemente attiva e presente.

Sulla base della nostra esperienza professionale e delle richieste di assistenza che riceviamo da imprese italiane per lavorare in Francia e Principato di Monaco nel settore edile, riteniamo che le prospettive di sviluppo delle imprese italiane siano ottime ed in crescita. Abbiamo richieste da parte di imprese italiane provenienti da tutte le Regioni e anche in periodo di emergenza sanitaria, il settore edile in Francia è una delle attività che meno ha risentito della crisi, complice anche la volontà dello Stato francese di non interrompere la realizzazione dei cantieri e investire sia nelle grandi opere che nel settore privato...

Le imprese italiane sono richieste sia nell’ambito di contratti privati che pubblici (per questi ultimi, nella stragrande maggioranza dei casi in subappalto) per molteplici ragioni che sulla base della nostra esperienza di studio potrei ricondurre a:

  • mancanza di manodopera specializzata in edilizia sul territorio francese. Da anni, il comparto edile francese attinge a manodopera proveniente da altri Paesi Europei, in particolare dai Paesi limitrofi (Italia, Spagna, Portogallo) e Paesi dell’Est per via della penuria di manovalanza di personale francese che ha privilegiato altri settori lavorativi;
  • competitività economica. Le imprese italiane risultano essere concorrenziali rispetto alle francesi;
  • specializzazione senza eguali in determinati settori che negli anni sono andati quasi ad estinguersi in Francia come per esempio la produzione artigianale nei settori del legno e del metallo. Ne consegue una richiesta senza eguali delle imprese nei settori della falegnameria e arredamenti su misura, serramenti, carpenterie metalliche;
  • effetto indotto di richiesta imprese edili italiane per la forte presenza sul territorio francese dei brand italiani della moda che investono nella realizzazione di boutiques e negozi commerciali facendo appello all’edilizia italiana e a tutta la filiera.

Le prospettive di sviluppo sono pertanto ottime, ma l’impresa deve valutare tutti gli aspetti legislativi francesi prima di concludere qualsiasi tipo di offerta e iniziare il cantiere in Francia, onde evitare spiacevoli sorprese per il seguito. Accade spesso, infatti, che molte imprese inizino un cantiere senza pensare al fatto di intervenire in un altro Stato e quindi in un ambito giuridico diverso dal nostro ed in settore, quello delle costruzioni, fortemente regolamentato.

In base alla nostra esperienza, i mercati di prossimità, non sono sinonimo di “scorciatoie” per fare business. Formalità e regole per il settore edile ed affini, ad esempio, sono spesso sottovalutati. Quali sono, secondo lei, gli errori classici?

Alla domanda formulata risponderei che l’errore classico consiste nel non informarsi delle regole vigenti prima della formulazione di un’offerta economica. Acquisite le conoscenze ed eseguiti tutti gli adempimenti, l’impresa edile italiana non ha nessun impedimento nel realizzare un cantiere edile in Francia, i requisiti professionali acquisiti sono equivalenti.

Le imprese devono quindi procedere in primis a valutare gli adempimenti formali previsti per tutte le tipologie di attività che intervengono senza stabile organizzazione sul territorio francese ossia il trattamento fiscale dell’operazione (sulla base della natura del cliente e l’oggetto della prestazione potrà essere necessario dovere aprire un’identificazione iva francese) e gli adempimenti distacco dipendenti che la Francia ha recepito rigorosamente con l’obiettivo specifico di regolamentarlo e ostacolare situazioni di concorrenza sleale verso la manodopera locale. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro francese sui cantieri sono infatti sempre frequenti e mirati a controllare la parità di trattamento del dipendente distaccato con quella dei dipendenti francesi, al non superamento della durata massima consentita di distacco per effetto della quale la contribuzione previdenziale dovrebbe essere assoggettata alla legislazione francese e in maniera generale al non verificarsi di situazioni di “stabile organizzazione”. Molte imprese ignorano gli adempimenti di distacco dei dipendenti da eseguire prima e durante l’esecuzione del cantiere, rischiando sanzioni importanti e indimenticabili.

Circa le regole del settore edile, l’argomento è molto vasto e contenuto nella Norma AFNOR P 03-001 per l’aspetto contrattualistico negli appalti privati. La Norma disciplina tutti gli aspetti amministrativi e tecnici delle parti in materia di prezzi, revisione prezzi, scadenze pagamenti, ritenuta di garanzia sui pagamenti o fidejussione, consegna dei lavori, sanzioni, assicurazioni obbligatorie, subappalto, documenti tecnici prodotti conformi alla Normativa francese, normativa sicurezza e igiene sul cantiere. L’impresa italiana deve attenersi a questa norma ed è in misura di poter di accedere a tutti gli adeguamenti.

Metterei in evidenza queste particolarità da non sottovalutare.

  • Le assicurazioni obbligatorie in edilizia. Oltre alla polizza Responsabilità Civile è obbligatoria in edilizia la polizza Responsabilità Decennale come previsto dalla Legge Spinetta del 1978. Le polizze postume decennali stipulate presso Compagnie italiane non sono riconosciute equivalenti pertanto, in fase di contrattazione, è buona norma verificare con il committente questo aspetto e attivarsi per ottenere la polizza decennale presso le Compagnie assicuratrici francesi ma soprattutto valutarne il costo prima della presentazione dell’offerta economica. Il costo assicurativo ha un’incidenza significativa sulla base della rischiosità delle attività da assicurare ed una delle ragioni per cui le imprese edili francesi sono in linea di massima più onerose è dovuto proprio all’incidenza dei costi assicurativi obbligatori.
  • La certificazione degli impianti elettrici e gas: le certificazioni impianti francesi non sono rilasciate dall’impresa esecutrice ma da un Organo Nazionale certificatore, il Consuel per gli impianti elettrici e Qualigaz per gli impianti gas. È buona norma quindi conoscere la Norme di riferimento prima di realizzare l’impianto, NF C 15-100 per gli impianti elettrici e NF DTU 61 per il gas.
  • La normativa relativa Crédit d'Impôt pour la Transition Energetique: si tratta di sovvenzioni riconosciute ai privati a fronte di interventi di miglioramento energetico dell’edificio. Le sovvenzioni sono riconosciute solo se i lavori sono eseguiti da imprese in possesso della qualifica Qualibat RGE a cui possono accedere anche le imprese non francesi ma con parametri istruttoria rigorosi e tempi di rilascio lunghi. È bene quindi non prendere impegni in lavori da eseguire se l’impresa non è in possesso delle certificazioni di qualità idonee.

Per concludere, sulla base della nostra esperienza, crediamo fermamente che le possibilità di sviluppo delle imprese artigiane edili sui mercati Francia e Principato di Monaco siano ottime e da cogliere, ma la conoscenza delle norme è il presupposto basilare per gestire il cantiere con consapevolezza.

Per tutte le informazioni rivolgersi al Servizio Estero Artser.

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